La Barabuia

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La Barabuia

Gabriele Nanni

A Rimini l’arrivo di un Luna Park itinerante rende di nuovo accessibile quella che tutti chiamano la Sita, l’autorimessa abbandonata dei vecchi autobus, chiusa da quasi cinquant’anni, in fondo a via Piccinino. In quella strada vivono Ias, Campus e sua sorella Tamara. Quando portano al Luna Park Camilla, la sorellina piccola di Ias, succede un fatto tragico: la bambina scappa spaventata dallo spettacolo dell’Uomo Serpente e viene ritrovata esanime mezz’ora dopo tra l’erba alta. È entrata in coma. Nessuno può immaginare che la causa di tutto sia la Barabuia, una creatura malvagia, rimasta imprigionata nella Sita dal secolo scorso. Un’entità cieca in grado di sentire la presenza dei bambini, ma solo quando la loro frequenza non è disturbata dagli adulti: li percepisce, ma non li distingue dalla figlia che portava in grembo quando è stata uccisa. E adesso rivuole la sua anima. Con ferocia.

Autore

Gabriele Nanni È nato a Rimini ed è cresciuto in mezzo alle storie dei vecchi pescatori del suo quartiere, la Barafonda. Ha incontrato la letteratura per ragazzi collaborando alle prime edizioni del Festival «Mare di Libri» e da lì è stato amore a prima vista. Ha pubblicato i romanzi Il numero 5 (Piemme, Premio Battello a Vapore) e L’impero invisibile (Pelledoca editore, White Ravens 2020), e il racconto L’ultima estate (Gallucci). Vive ancora a Rimini e quando può torna sempre nella sua Barafonda. Pare che molte storie si nascondano proprio lì.

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Istituto Tecnico Agrario Firenze 1B

Gabriele Nanni, La barabuia

Lorenzo Montagni

1B, Istituto Tecnico Agrario Firenze

 

Il romanzo parla di come un gruppetto di tre amici cerca una soluzione del perché avviene il coma della sorellina del protagonista.

Si ambienta Rimini dove in una serata tranquilla al Luna Park park i tre ragazzi Ias, Campus e Tamara accompagnano la sorellina di Ias a vedere uno spettacolo, sfortunatamente la sorella si spaventa e scappa verso la Sita, un posto ormai abbandonato che si trova vicino al Luna Park.

La sorella una volta dopo essersi accorto di averla persa avvertono genitori e direttori del Luna Park e la sua ricerca comincia, non si hanno sue notizie per un paio di ore quando ad un certo punto si ritrova la sorella entrato ormai in coma disteso nella Sita.

Ias si sente responsabile e cerca in tutti i modi di trovare il perché di questo coma cosa che i medici non riuscirono a fare, torna alla Sita per trovare indizi ma una volta entrato gli vengono in mente solo più domande e nessuna risposta, quando poco prima di andare via sente questa voce che inizialmente sembra irriconoscibile ma piano piano comincia a capire che era la filastrocca che la sorella canticchiava prima di essere ritrovata in coma e se fosse stato una creatura a far andare in coma sua sorella?

Gli sembra di impazzire, smette di dormire e mangiare per giorni ma non si arrende e insieme ai suoi amici svelerà il caso.

La trama era molto bella a parere mio è come un giallo con misterio e indagini ma con un po’ di avventura e fantasia, il problema per me è poco dettagliata e si parla poco della cosa che manda in coma la sorella, infatti si viene a sapere di essa solo verso la fine del brano e non si hanno altre notizie riguardanti a essa.

Inoltre il finale mi ha lasciato deluso la storia alla fine a parte per il problema che ho spiegato prima era bella solo che ti lascia con un po’ di domande a cui tu non puoi trovare risposte. Ovvio che non ci sono solo cose brutte il libro alla fine parla di ragazzi che anche se più piccoli una persona può comunque capire anche le loro emozioni meglio di come lo farebbe un adulto, e inoltre per chi è un fratello minore può capire il dolore di poter perdere un fratello e quindi sentirsi magari più vicino rispetto ad altri con il protagonista 

 

 

IIS Alberti Dante 2C

La Barabuia parla di un gruppo di ragazzi che vive a Rimini. Hanno intorno ai

12 anni e anche insieme ai propri fratelli o sorelle stanno sempre in gruppo.

La storia parla in particolare di un accaduto che avviene un giorno quando i

ragazzi, in compagnia dei propri genitori, vanno al Lunapark che è appena

arrivato. Questo Lunapark era già stato nel paese, però molti anni prima,

perché era itinerante. Una volta arrivati scoprono uno

spettacolo in particolare, l’Uomo Serpente, che vanno a vedere pensando

sia divertente. A un certo punto durante lo spettacolo avviene il chaos, e tutti

i bambini iniziano a urlare e scappare. Era uno spettacolo pauroso, non solo

di divertimento. Poco dopo si scopre Camilla, la sorella piccola di uno dei

ragazzi, è sparita. Dopo un po’ che la cercano la trovano vicino al deposito della

Sita, e pensando che sia stata colpita e sia volata via per l’impatto, la

portano subito all’ospedale. Da qui la storia continua con delle varie

investigazioni da parte dei protagonisti, e in particolare a partire dall’ultimo

grande capitolo del libro la storia entra nel paranormale. Questo è uno dei

principali motivi per cui non mi è piaciuto il libro. Innanzitutto la storia

inizialmente sembrava piuttosto normale, dei ragazzi che si divertono e un

pericolo imminente che cambierà la narrazione allegra. Però nel momento in

cui è avvenuto l’incidente di Camilla mi sono subito distaccato dal libro

dicendo tra me e me che avevano già rovinato tutto mettendo la svolta drammatica così

lontano dalla fine del libro. Ovviamente poteva anche non essere il colpo di scena

principale, però visto il genere di libro non ci speravo tanto. Oltre a questo

un’altra cosa che non mi è piaciuta molto è la narrazione molto “giovanile”

(nel senso per ragazzi) che secondo me è molto esagerata, dai riferimenti a

giochi e film/anime per ragazzi (Yu-Gi-Oh, One Piece, Venom, Pj Masks,

l’Albero Azzurro, Paw Patrol) a gergo giovanile non troppo presente, ma che

comunque si nota. Infine non mi è piaciuto il finale di questo libro.

Ovviamente non posso raccontarlo, però prima entra nel paranormale, e poi

si viene a conoscenza di grande pericolo (un po’ come Pennywise il

pagliaccio) che però appare solo nelle ultime pagine del libro. Diciamo che

come finale mi è sembrato un po’ tirato via.

Flavio Francisci

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