Spilli

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Spilli

Greta Olivo

La nostra vita è costellata di linee d’ombra. Alcune le superiamo quasi senza accorgercene, altre invece rimangono lí per sempre, invalicabili, a ricordarci che abbiamo paura. E se c’è un’età in cui la paura spinge piú forte, piena di desiderio, rivoluzioni e soglie da attraversare, è l’adolescenza. Questo vale anche per Livia, che vuole arrivare prima alle gare di atletica, occupare il liceo, andare alle feste, uscire con i ragazzi piú grandi: insomma, vuole essere identica alle sue coetanee, e soprattutto vuole essere vista. Ma la sera, quando ogni cosa sprofonda nel buio, a non vedere piú niente è lei. Se crescere significa imparare ad accettare i propri punti deboli, la partita per Livia è un po’ piú dura che per gli altri. Per prepararla a ciò che le succederà – a ciò che le sta già succedendo – suo padre ha un’idea coraggiosa: ci sarà pure qualcuno che possa mostrarle i passi di questa danza nuova. Emilio è il tutor del centro che l’accoglie, e a un’occhiata distratta sembra vederci benissimo. Sarà lui a insegnarle a vivere senza guardare. Facendole capire che ogni ora è preziosa, la aiuta a muoversi in quel buio e ad ascoltare i suoni, ma soprattutto le scrolla di dosso la paura. Insieme a Livia scopriamo che da qualche parte c’è sempre un punto di luce. Basta trovarlo, prendere un bel respiro e fare il primo passo per raggiungerlo.

Autore

Greta Olivo è nata e vive a Roma. Ha frequentato a Torino un master della Scuola Holden, lavorando poi come babysitter, segretaria in una scuola di danza e in un’agenzia letteraria. Ha alle spalle moltissime letture che l’hanno spinta a scrivere la sua opera d’esordio, Spilli (Einaudi, 2024), un romanzo di crescita, malattia e conquista della vita.

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ISTITUTO IPSSEOA SAFFI 2 B

Questo libro mi ha suscitato tante emozioni profonde e riflessioni intense come la tristezza, l’empatia ma anche la consapevolezza dell’atto che prendiamo come fragilità, la solitudine, il
dolore, esperienze che ci feriscono ma che ci fanno crescere.
In questo caso la protagonista del libro “Livia” li definisce come “spilli”, piccoli aghi che sono i momenti difficili da passare o esperienze dolorose che ci lasciano qualcosa dentro, ma allo stesso tempo dobbiamo trovare un equilibrio tra il passato doloroso e il futuro pieno di speranze e nuove occasioni.
Ci insegna anche a gestire il dolore e a non perdere noi stessi, ho letto tre frasi che mi hanno colpito e dicono:

  • ”eppure anche nelle ferite più profonde, c’è sempre spazio per una nuova luce”
  • ”forse alla fine, ciò che conta non é tanto la perfezione del cammino, quanto il coraggio di percorrerlo, passo dopo passo”
  • ” la bellezza sta nel riconoscere che ogni spillo per quanto doloroso, può essere segno di crescita”,

perché io penso, per quanto il passato possa essere stato difficile, non deve influenzare il presente, pieno di vita e decisioni.

Camilla Ugolini 2B

ISISTL Russell-Newton 1DL

Leggere Spilli è stata un’esperienza intensa,a tratti ansiogena.Fin dalle prime pagine,mi sono trovata a confrontarmi con la mia miopia in un modo nuovo e inaspettato.La storia di Livia,una ragazza che scopre di avere la retinite pigmentosa,mi ha colpito profondamente,perché mi ha portato a riflettere su qualcosa che spesso diamo per scontato:la vista.

Man mano che avanzavo nella lettura,sentivo crescere un senso di inquietudine.Mi sono immedesimata in Livia,ho cercato di immaginare cosa significasse perdere da un giorno all’altro la capacità di vedere.La sua paura,la sua rabbia,il suo senso di impotenza erano così reali che mi hanno trasmesso una forte ansia.Mi sono chiesta più volte:Come affronterei una situazione simile?Questo è uno degli aspetti più potenti del libro:riesce a farti sentire sulla tua pelle le emozioni della protagonista,costringendoti a guardare il mondo con occhi diversi,quelli di Livia che poco a poco hanno iniziato a “spegnersi”.

Uno degli aspetti più toccanti è il modo in cui l’autrice racconta il processo di accettazione di Livia,che inizialmente reagisce con rabbia e rifiuto.È abituata a essere una ragazza attiva,indipendente,e l’idea di dover dipendere dagli altri la terrorizza.Questa sua reazione è umana,comprensibile,e proprio per questo il personaggio appare autentico,vero.

Nel corso del romanzo, seguiamo il suo lento percorso di adattamento.Ci sono momenti in cui sembra cedere alla disperazione,altri in cui trova la forza di reagire.Questo alternarsi di speranza e sconforto rende la sua storia molto realistica.Non c’è un’immediata accettazione,Livia inciampa,si rialza,sbaglia,si chiude in sé stessa,ma alla fine trova un modo per andare avanti.

Uno degli elementi che ho apprezzato di più è stato il rapporto tra Livia e Daniele.Inizialmente,Daniele non mi stava particolarmente simpatico.Forse perché non capivo bene le sue intenzioni.Ma con il passare delle pagine,ho iniziato a vederlo sotto una luce diversa.A differenza di altri personaggi,Daniele non si approfitta mai della situazione di Livia.Non la tratta con pietà,né cerca di usarla per i suoi interessi.Anzi, è l’unico che le sta vicino per quello che è,senza secondi fini.Il loro rapporto evolve in modo naturale,senza forzature,e questo lo rende ancora più bello.

Daniele rappresenta quella presenza silenziosa ma costante che tutti vorremmo avere nei momenti difficili.Questo tipo di amicizia è raro,ed è per questo che la loro relazione mi ha colpita così tanto.

(Fyasmine B.)

Istituto Peano 1G LES

Violante Beri
Spilli è un romanzo che mi ha toccata. Parla della crescita, delle sfide che un adolescente deve affrontare e della forza che ci vuole per superare le difficoltà. La protagonista, Livia, è una ragazza sportiva, appassionata di corsa, ma la sua vita cambia radicalmente quando le viene diagnosticata una retinite pigmentosa, una malattia che la porterà a diventare quasi cieca.

Livia cerca di nascondere la sua malattia e di vivere come se nulla fosse, ma si rende conto che non può più far finta. Alla fine, deve affrontare la realtà e far vedere a tutti che sta perdendo la vista. La sua lotta interiore è qualcosa che mi ha colpito molto, e il libro riesce a far capire quanto sia difficile accettare una cosa del genere.

Quello che mi è piaciuto di più è che il libro non parla solo della malattia, ma anche delle emozioni, delle paure e della forza che Livia trova per non arrendersi. È un romanzo che fa riflettere, soprattutto su come non bisogna mai nascondere quello che sentiamo, nemmeno quando la vita ci mette di fronte a prove difficili.

Penso che Spilli sia un libro perfetto per gli adolescenti, perché ci insegna che anche quando le cose non vanno come vorremmo, non dobbiamo smettere di essere noi stessi e di lottare per quello che amiamo.

Last edited 8 mesi fa by Istituto Peano 1G LES
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