Lupa bianca lupo nero

Lupa bianca lupo nero

Sauveur & figlio 1

Marie-Aude Murail

Sauver Sant-Yves è uno psicologo quarantenne di colore, di origine antillesi, che riceve i pazienti nello studio in casa sua, a Orléans. Vive da solo con il figlio di otto anni, Lazare, mulatto, che sa poco o niente della madre, morta quando lui era piccolo. Sotto la vicenda della loro famiglia, che nasconde un mistero, si innestano le sottotrame delle storie dei pazienti e dei loro drammi familiari, in un racconto coinvolgente in cui lo sguardo inconfondibile dell’autrice si volge in modo profondo, intenso e ironico sulla complessità delle relazioni umane.
Nata in una famiglia di artisti (suo padre è un poeta, sua madre una giornalista, uno dei suoi fratelli e sua sorella sono anch’essi scrittori), Marie-Aude Murail scrive tutti i giorni, e pubblica libri da oltre vent’anni. Ha scritto più di cento racconti, e poi storie e romanzi, testi teatrali, e romanzi d’amore, d’avventura, polizieschi e fantastici… racconti per adulti e ragazzi, che hanno ottenuto importanti premi internazionali. Uno dei suoi più grandi successi è Oh, boy!, che in Francia ha conquistato oltre venti premi (Prix Tam Tam, Prix Sésame, Prix Frissons Vercors) ed è diventato un film per la televisione. Pubblicato in Italia da Giunti, il volume nel 2008 si è aggiudicato il Premio Paolo Ungari Unicef, in occasione del Filmfest di Roma, e si è classificato secondo al Premio Cento. Mio fratello Simple ha ricevuto a sua volta molti riconoscimenti, tra cui il prestigioso Jugendliteraturpreis alla Fiera di Francoforte 2008. Per il suo impegno e per il suo lavoro dedicato all’infanzia l’autrice è dal 2004 Chevalier de la Légion d’Honneur.

Recensioni

Ali Elmeligy

LUPA BIANCA LUPA NERA

Sauver Sant-Yves è un quarantenne, proviene dalla Martinica, che vive a Orleans, è nero, ma “ha sbiancato la razza”.

E un psicologo, single, e ha un figlio di otto anni: Lazare.

Sauver con il suo lavoro cerca di aiutare gli altri, le sue terapie sono rivolte ai adolescenti e entrano in ballo i genitori, gli amanti dei genitori, i fratelli. A ciò si aggiunge il rapporto tra Sauver e Lazare, ottiene in casa un posticino nascosto dal quale ascolta e ci racconta tutte le sedute del padre.

Proprio cosi conosciamo Margaux che si scarifica le braccia, Ella che sogna di essere il cavaliere Elliot, Cyrille che fa ancora pipi a letto. ( tre figlie, papà e mamma+la nuova compagna di mamma). A casa con loro vive Gabin, la sua madre è stata richiusa nel reparto psichiatria di ospedale.

Il mio parere giudizio per questo libro :

1. è un bel libro pensavo peggio.

2. le storie che si aprono e si chiudono è la cosa che mi ha piaciuto di più.

3. le storie sembrano vere è fanno capire qualcosa al lettore.

4. adirla tutta è un bel libro molto divertente tanta fantasia e ti da la voglia di continuare a leggerlo libro fatto bene io li darei un bel 8, il bello che queste storie accadano veramente agli adolescenti.


Gabriele Corrado

Un libro molto psicologico perché parla proprio di un padre psicologo e un figlio curioso. In questo libro si potrà leggere di vari disturbi tra cui l’autolesionismo. Poi non si parla solo di psicologia o problemi mentali ma anche di viaggi padre figlio.

Ho notato il rapporto tra padre che prende il nome di Sauveur Saint – Yves e il figlio Lazare che spia le sedute di analisi di bambini con dei disturbi. Nel corso della storia Lazare alcune volte si chiede al padre della madre, che il bambino non ne sa niente, e si chiede anche perché è mulatto.

Sotto la vicenda della sua famiglia, che nasconde un mistero, si innestano le sottotrame delle storie dei pazienti o bambini e dei loro drammi familiari, in un racconto coinvolgente, profondo, intenso e ironico sulla complessità delle relazioni umane. Una delle storie dei pazienti preferite è quello del ragazzino che si fa la pipì addosso sul letto e che la madre si lamenta perché deve sempre cambiare le lenzuola del letto, è una delle mie parti preferite perché è molto ironico e divertente ma fa anche pensare a come si comporta la madre con il figlio, e nel racconto si vede che la madre ha un esaurimento.

Un’ altra storia questa volta di una ragazza che si taglia facendo una riga sul braccio con le forbici o altre cose affilate. Credo tanti lo faccino per moda perché lo fanno gli amici e fa pensare che sia divertente perché lo fanno gli amici e fa riflettere.


Lapo Tozzoli

007  missione spiare papà:Lupa bianca lupo nero

Bè che dire questo libro è un mix di emozioni,che a me è piaciuto, forse perché sono un adolescente e questo libro parla molto dei nostri problemi, problemi che può avere tranquillamente chiunque: c’è chi si taglia, c’è chi non viene accetto o chi fa la pipì a letto, ma questo libro fa capire che non è questo il problema. Ma quello che c’è dietro.

Lupa bianca lupo nero è ambientato nella Francia dei giorni d’oggi, i protagonisti sono babbo e figlio, Sauveur uno psicologo francese e Lazare un bambino un po’ troppo curioso, infatti viene a sapere cose che un bambino di otto anni non potrebbe neanche immaginare, ma di tutte quella che ho preferito,e che è il concetto a cui gira intorno il libro, è che il padre di Lazare è un lupo nero che si innamora di una lupa bianca e esce fuori un lupetto grigio. Questa è la metafora di un bambino sulla sua storia, un papà nero e una mamma bianca fanno un figlio mulatto.

“Questo libro lo consiglio molto, prima di tutto perché ha una bella trama è intrigante, ma soprattutto ti aiuta, ti aiuta perché fa capire che è normale avere dei problemi. sono ciò che ci differenzia, ma che per risolverli possiamo tranquillamente confrontarsi, anche con uno psicologo, perché no. Un libro bello e terapeutico”.


Pietro Bianchi

Recensione del libro

“Lupa bianca lupo nero”

Blocchetto:
Titolo: Lupa bianca lupo nero
Autore: Marie-Aude Murail
Pagine: 272
Costo: 13,30€
Edizione: Giunti

L’autrice del libro è la scrittrice francese Marie-Aude Murail, una donna che ama la penna, scrive da oltre vent’anni, tutti i giorni ed ha pubblicato più di cento racconti di tutti i generi. Il libro racconta di uno psicologo di colore che vive con il figlio mulatto di otto anni, che ha perso la madre in un incidente quando era ancora piccolo. Oltre ai problemi della famiglia si aggiungono quelli dei pazienti che molto spesso sono dei casi difficili da seguire e che alterano la quotidianità dei protagonisti.
Il libro è molto coinvolgente, riesce bene ad alimentare l’attenzione del lettore e si rimane sempre stupiti, a volte anche facendosi qualche risata, dalle azioni che compiono il piccolo Lazare e gli strambi pazienti che partecipano alle sedute dello psicologo. Questo racconto inizia in un modo abbastanza “calmo”, ma nell’andare a canti con la lettura arriva un continuo succedersi di casi un po’ cruenti e tristi da parte dei pazienti.
A parere mio il libro è abbastanza ironico, mi ha sorprendentemente catturato e l’ho letto con piacere, non mi ha annoiato, ma certe volte quando scattava la scintilla di qualche idea masochista o imprudente da parte dei pazienti, io iniziavo a preoccuparmi e mi immaginavo certe scene di persone fuori di testa che facevano cose folli. Mi facevano un po’ senso e la cosa che sembrava ingiusta è che tutto ricadeva sul povero psicologo, in cui ogni tanto mi immedesimavo per poi scoprire di essere sommerso dai problemi.
La parte in cui mi sono soffermato di più con l’immaginazione è stata verso la fine, in cui il padre ed il figlio si prendono dei giorni di vacanza per andare nella città natale di Sauver, in cui spiega al figlio Lazare come da giovane ha conosciuto sua madre e come essa sia morta nell’incidente d’auto di cui il figlio era già a conoscenza. In occasione di questo i due vanno a ritrovare la famiglia del padre per poi tornare a casa ed innamorarsi della madre di un amico del bambino.
È stato un bel libro, che avvolge in molte emozioni e sentimenti e sa attrarre bene il lettore.


Pietro Pizzo

Recensione del libro:

Lupa bianca lupo nero”

L’arcobaleno dei sentimenti

Il libro “Lupa bianca lupo nero” è la storia di uno psicologo di colore, il signore Sauveur Sant-Yves, che lavora ad Orleans ma proviene dall’ isola Martinica, e di suo figlio di otto anni di nome Lazare, mulatto.

Le vicende raccontate in questo libro avvengono principalmente nello studio dello psicologo che si trova in una parte della loro abitazione. Il piccolo Lazare, tutti i giorni quando torna da scuola, ha scoperto con grande meraviglia che, attraverso la porta socchiusa dello studio del padre, può ascoltare i racconti dei suoi pazienti mentre sono in psicoanalisi.

Questo libro è un intreccio di racconti fra i pazienti e la vita dei protagonisti.

Vengono affrontate molte tematiche importanti: il razzismo, l’omosessualità, il bullismo, l’autolesionismo ma anche l’amore.

“Lupa bianca lupo nero” mi è piaciuto molto perché attraverso i vari personaggi si affrontano molte tematiche purtoppo presenti troppo spesso nella società, tutto raccontato dall’autrice con un linguaggio semplice, scorrevole e molto avvincente, facile da comprendere, ma che ci fa capire le varie problematiche che molte persone purtroppo si trovano ad affrontare per far rispettare il semplice ma difficile diritto dell’identità e dell’uguaglianza.


Reyber Rodriguez

Tante storie in una sola,

LUPA BIANCA LUPO NERO

Lupa bianca lupo nero è un libro scritto da Marie-Aude Murail.

Questo libro racconta la storia di Sauveur Saint-Yves e di suo figlio Lazare; Sauveur è un uomo di colore che come lavoro fa lo psicologo.

In questo libro vengono raccontate le sedute affrontate dallo psicologo, dal punto di vista di Sauveur, del paziente ma anche del figlio dello psicologo: Lazare, il quale riesce a origliare le sedute.

Questo racconto tratta molte tematiche attuali come il suicidio, la solitudine oppure il razzismo (infatti molti pazienti furono sorpresi di ritrovarsi di fronte uno psicologo di colore) nel libro però oltre alle sedute, vengono raccontate anche le vite di Sauveur e di suo figlio Lazare, rimasti soli successivamente la morte della madre.

Di questo libro mi ha colpito parecchio non solo il fatto che nonostante tratti tematiche difficili, riesce a tenerti e a coinvolgerti parecchio, ma anche il comportamento di Sauveur nei confronti dei suoi pazienti, infatti lui si è sempre mostrato disponibile, sia dentro che fuori dalle sedute; Sauveur riusciva a entrare in confidenza con i suoi pazienti e scavare nelle paure e insicurezze più profonde.

Inizialmente il libro non risultava così tanto coinvolgente, però andando avanti nella lettura la curiosità aumentava sempre di più. Una delle cose che mi ha affascinato è la varietà di storie raccontate dai pazienti, illustrate dall’ autore in modo impeccabile senza risultare noioso, scambiando momenti delicati e profondi con momenti tranquilli e divertenti; questo libro è anche in grado di farti riflettere molto, su problemi che al giorno d’oggi diamo quasi per scontato, problemi di cui alcune persone soffrono ancora oggi senza che nessuno faccia niente, problemi che sembrano molto lontani da noi e dalle nostre abitudini, ma che nonostante ciò si nascondono dietro l’angolo.


Riccardo Di Caro

Un libro dalle difficili i tematiche

Di questo libro ci sono stati molti punti e tematiche interessanti e in più questo libro per come è stato creato riesce inoltre a immergere il lettore in un mondo molto complicato ma anche affascinante: quello di uno psicologo che ha continuamente da aiutare persone al livello personale.

Partendo dalla visuale di un bambino la cui madre è morta quando era ed arrivando a quella di un padre psicologo.

Il piccolo bambino Lazare Sant-Yves spiando le sedute del padre psicologo ci introduce a quelli che sono i problemi di alcune persone che successivamente nella storia ruoteranno intorno ai due personaggi principali.

Inoltre, secondo me, il fatto che i due personaggi siano di colore introduce anche la tematica del razzismo che viene causata dal fatto che molte persone con cui Lazare e Sauveur, con cui entrano in contatto, abbiano alcuni pregiudizi razzisti e ciò fa capire veramente cosa significa essere vittime di fenomeni razziali.

Un punto a sfavore però è per me l’inserimento nella parte centrale del libro di alcuni elementi del malocchio, che prima vengono inseriti in modo forzato e poi scompaiono nel nulla inserendosi anche male nella trama.

Invece un punto a favore è l’uso di alcuni momenti scolastici di Lazare per far sì che le sedute che il padre fa con i suoi numerosi pazienti non rendano noiosa la trama e inoltre l’autore inserisce in questi punti spiegazioni su alcuni punti della storia introducendo personaggi che prenderanno successivamente importanza per lo svolgimento e il continuo del libro.

In conclusioni ,il libro a parere mio ha una trama coinvolgente ,le tematiche sono studiate in maniera quasi perfetta; riesce ad essere molto interessante per gli adolescenti proprio per il fatto che le sedute dello psicologiche trattano le problematiche adolescenziali.


Alex Sandica

Il libro “Lupa bianca Lupo nero” è un libro di genere narrativo,pubblicato per la prima volta il 17 settembre 2019 da Marie-Aude Murail.

Questo libro parla di Sauveur Sant-Yves,lui è uno psicologo quarantenne di colore e di origine antillesi,e che riceve i pazienti nello studio in casa sua,a Orléans e discute con i suoi clienti,perlopiù adolescenti,del bullismo,pedofilia,omosessualità e la scarificazione.

Sauveur vive da solo con il figlio di otto anni,Lazare,mulatto e che sa poco o niente della madre,morta quando lui era piccolo.

Sotto la vicenda della loro famiglia che nasconde un mistero,si innestano le sottotrame delle storie dei pazienti e dei loro drammi familiari,in un racconto coinvolgente in cui lo sguardo inconfondibile dell’autrice si volge in modo profondo,intenso e ironico sulla complessità delle relazioni umane.

Questo libro mi è piaciuto molto perché questi tipi di storie mi prendono molto e durante la lettura di questo libro,mi ci sono sempre più interessato.

Man mano che leggevo il libro,mi dava sempre di più la sensazione di curiosità,perchè le storie che questi pazienti raccontano a Sauveur,sono molto scioccanti.

Lo consiglio molto.


Flavio Casconi

Recensione del libro “Lupa bianca lupo nero”
Il libro parla di un bambino di otto anni orfano di madre, chiamato Lazare, che spia le sedute del padre psicologo stando nascosto dietro a una porta, questo gli apre un mondo sconosciuto fino ad allora. Scopre l’esistenza del bullismo, della pedofilia, della scarificazione, dell’omosessualità, del razzismo e dell suicidio, che avrà un ruolo importante alla fine della storia. Il titolo del libro, Lupa bianca e lupo nero, è dato dal fatto che i genitori di Lazare sono uno bianco, la madre, e uno nero, il padre. Io consiglio la lettura di questo libro poiché da questo si può davvero imparare qualcosa, durante i dialoghi tra lo psicologo e i pazienti questi raccontano le loro esperienze e fanno capire che nessuna persona merita di essere discriminata, perlopiù per cose che al giorno d’oggi dovrebbero essere considerate normali. Spero di avervi convinto e vi auguro buona lettura!


Lorenzo Ferroni

Lupa bianca Lupo nero è un libro che mi è piaciuto perché la trama ovvero fatto che il figlio spii le sedute di suo padre è una cosa abbastanza naturale per un bambino e questo mi ha fatto rifettere perche poteva essere successo benissimo a chi unche se solo avesse avuto l’opportunità di farlo. Lazare sentiva ma non ascoltava, c’è una grande differenza tra queste parole perchè sentire è quando ad esempio in un canzone si percepisce solo il ritmo di essa senza fare caso al significato delle parole perche forse sono in un altra ligua, invece ascoltare è quando in una situazione fai caso alle parole e al significato di esse, Lazare non sapeva molte parole come i nomi dei problemi dei pazzienti ad esempio la scarificazone che lui per curisità lo aveva chiesto alla sua maestra delle elementari.


Niccoló Baluganti

Lupa bianca lupo nero è un libro scorrevole con un linguaggio semplice e abbastanza interessante anche se si tratta di tematiche abbastanza pesanti lo consiglio molto agli adolescenti, gli argomenti in questione sono: razzismo, divorziò, omosessualità, il suicidio ecc., inoltre il libro fa capire una cosa davvero importante, che non bisogna giudicare una persona dal colore della sua pelle, ed è davvero che ci sia scritto in un libro, perché nel ventunesimo secolo c’è ancora gente che fa distinzioni di razza in base al colore della pelle.


Kevin Malaj

Questo libro parla di un ragazzo di nome Lazare che è tipo una spia, perché sta dietro a una porta e ascolta le tante storie che i pazienti del padre psicologo raccontano durante le sedute. Saveur col suo lavoro cerca di aiutare gli altri, soprattutto concentra il proprio lavoro di psicologo nel far in modo che le persone che segue riescano ad aiutarsi da sole. Sauver è in un grande casino perché qualcuno vuole riportare alla luce un suo segreto di famiglia e sta facendo di tutto in modo che nessuno lo dica però non sa che suo figlio viene deve fare dei conti con atti di razzismo. È un bel libro scorrevole è con tante storie che vengono raccontate durante le sedute dello psicologo


Duccio Corri

Un detto popolare dice che ognuno soffre del proprio mestiere e ne viene in qualche modo schiacciato, così il figlio del calzolaio va in giro con le scarpe rotte, mentre quello del medico ha la tosse perenne, in questo caso invece il protagonista che di mestiere aiuta il prossimo a risolvere i problemi non è in grado di affrontare i propri, guardando in faccia il passato e rivelando al figlio la verità sulla morte della madre. Sauveur conosce bene le problematiche dell’integrazione essendo stato adottato da una coppia di bianchi ed essendo cresciuto sentendosi uguale a loro pur essendo differente, ma -nonostante questo- non dà peso inizialmente alle parole della colf che da sempre li considera invasori e diversi e che verrà licenziata quando l’uomo inizierà ad aprire gli occhi e ad acquisire consapevolezza del disagio inespresso del bambino.

Lupa bianca lupo nero non è soltanto un libro sul razzismo, come potrebbe sembrare dal titolo, ma è molto di più visto che  tratta di moltissimi temi attuali e importanti come l’autolesionismo, la pedofilia e l’omosessualità. Il tutto visto  attraverso gli occhi di Lazare, ragazzino mulatto di 8 anni, figlio dello psicologo antillano Sauveur, che segue di nascosto tutte le sedute del padre, facendosi un’idea abbastanza bizzarra dei misteri dell’umanità. Le vicende dei tanti pazienti e delle loro famiglie si intrecciano con quella dei due protagonisti che si risolverà solo sul finale con un viaggio liberatorio nella loro terra di origine.

L’autrice è molto brava ad intrecciare la parte drammatica con quella più comica che fa variare la lettura velocemente facendola passare da tratti ironici e divertenti ad altri molto profondi e riflessivi.

Il piccolo Lazare, che ha il nome di colui che resuscitò e non della fermata della metro, è la figura che ho preferito : come ogni bambino guarda la vita con ingenuità, semplicità, schiettezza e sincerità riuscendo intuitivamente ad arrivare al cuore delle vicende e a darsi risposte corrette che spesso gli adulti non sono in grado o vogliono dare ed è cosi infatti che il suo essere mulatto viene spiegato ….con il matrimonio tra il lupo nero e la lupa bianca che non può che generare un lupacchiotto grigio…


Federica Mazzone

Ho trovato questo libro molto intrigante, una lettura semplice e scorrevole ma che allo stesso tempo tratta di argomenti attuali e difficili. Lo consiglierei di leggere poichè penso che molte persone affrontino gli stessi problemi dei pazienti dello psicologo Sauveur, e che cosi capiscano che non sono sole e che possono chiedere aiuto senza aver paura di cosa pensi la gente. E’ difficile parlare di argomenti importanti come il razzismo o la pedofilia in modo adatto e preciso, ma questo libro lo ha fatto, e ne ha parlato con una leggerezza e semplicità unica. Mi è piaciuta anche la scelta del titolo del romanzo, data poichè Lazare; il piccolo di otto anni, è nato da madre bianca e padre nero. In generale sono rimasta molto soddisfatta da questo libro e sono contenta di aver avuto l’opportunità di leggerlo.


Asia Merlini

Un libro interessante nonostante il tema molto delicato, come sessualità, razzismo eccetera sono i temi principali raccontati dalla scrittrice con estrema tranquillità, chiarezza, semplicità e delicatezza. Le battute che si ripetono rendono il romanzo molto bello e scorrevole.

Lo consiglierei sicuramente per far capire meglio tutti gli aspetti trattati.


Matilde Riga

Ho trovato il libro molto coinvolgente, tanto da potersi immedesimare nella vivace curiosità del piccolo Lazare, la cui attenzione per le storie dei giovani pazienti del padre cattura fin dalle prime pagine la curiosità del lettore, sollecitandone la lettura.

I quotidiani incontri, regolarmente scadenzati per ciascun giorno della settimana, ne fanno un romanzo corale, in cui la già non banale storia di padre e figlio inizialmente scorre parallela alle confessioni degli adolescenti, per poi arrivare, in alcuni casi, ad intrecciarsi fra loro, cosicché il rapporto personale si accavalla a quello professionale.

La riflessione più interessante è rappresentata dall’efficace delicatezza con cui viene trattato il tema del razzismo attraverso il passato dello psicologo e il presente del bambino, che ci insegna ancora una volta a non limitarci alle apparenze nel giudicare il prossimo; con altrettanta convinzione vengono affrontate, tramite le quotidiane sedute, le varie difficoltà di noi ragazzi, di cui forse mai come in quest’ultimo periodo siamo stati protagonisti, rendendo drammaticamente attuale il contesto della storia.


Niccolò Casillo

“Lupa bianca lupo nero”, oltre a trattare di psicologia, approfondisce temi quali razzismo, pregiudizi, dolore, solitudine, integrazione, adolescenza. Il protagonista è Sauveur Saint-Yves uno psicologo, che sebbene sia circondato da pregiudizi non giudica nessuno. Un altro importante personaggio è il figlio Lazare che da dietro uno spioncino ascolta le sedute del padre con i suoi pazienti. Origliando con Lazare conosciamo: Margaux che si scarifica le braccia; Ella che sogna di essere il cavaliere Elliot; Cyrille che fa ancora la pipi a letto e tanti altri personaggi, attraverso i quali impariamo a conoscere varie patologie. Ed è proprio questa varietà di temi che mi ha catturato, oltre al fatto che l’autore mi ha fatto immedesimare, molto bene e fin dall’inizio della lettura del libro, nelle storie dei personaggi facendomi riflettere molto su come mi sarei sentito al posto loro. Consiglio vivamente a tutti di leggere questo libro per approfondire questi temi quotidiani


Chiara Iadanza

Il libro è diviso in 6 capitoli, uno per ogni settimana come se fosse un diario della vita di Lazare, figlio dello psicologo Sauveur.
La passione di Lazare, un bambino di otto anni, è quella di ascoltare le sedute dei pazienti del padre. Spiandolo scopre le storie di Margaux, Ella, Cyrille e quella della famiglia Augagneur. Margaux è stata mandata da Saint-Yves dall’infermiera della scuola, avendo visto i tagli sulle sue braccia. Ha paura di andare a scuola e sogna di diventare un cavaliere. Cyrille viene portato lì da sua mamma, perché fa ancora la pipì a letto. La famiglia Augangneur, che non riesce a vivere pacificamente insieme dopo che i genitori si sono separati e la mamma si è fidanzata con una ragazza. Lazare scopre così cosa significa scarificazione, omosessualità, fobia della scuola… E poi c’è Gabin, la cui mamma è stata ricoverata in psichiatria e così Saveur decide di ospitarlo a casa sua. Nel frattempo dei messaggi intimidatori e dei Quimbois arrivano a casa della famiglia Sant-Yves, così Saveur dovrà fare i conti con il suo passato, quello vissuto in Martinica e Lazare dovrà, invece, per la prima volta considerare l’esistenza del razzismo.


Lorenzo Tani

questo libro secondo me è un libro che trasmette moltissimo grazie anche a come è scritto.
è molto diretto e per questo è duro grazie alle sue storie.
Ho avuto il piacere di leggerlo insieme alla mia classe ed è stato interessante poterne discuterne assieme ai miei compagni di classe e alla professoressa.
Il libro è pieno di personaggi che vanno dalle persone agli animali.

è interessante che la storia si sviluppa attorno a un lavoro che è quello del padre che fa lo psicologo, che nell’aiutare le persone riesce a creare uno sviluppo continuo della storia.


Mattia Zotti

UN LAVORO DIFFICILE

Il libro “Lupa bianca Lupo Nero” mi è piaciuto perchè parla di argomenti adolescenziali.

Il protagonista si chiama Sauveur e di lavoro fa lo psicologo. In questo libro oltre alle sedute dello psicologo si parla molto del figlio di 9 anni che ha perso la madre e quindi per passare del tempo con il padre spia le sue sedute.

Sauveur ha molti tipi di pazienti come la ragazza che si scarifica, a cui ha anche salvato la vita, oppure l’adolescente in corpo di femmina che si sente un maschio.

Sauveur riesce quasi sempre a curare i sui pazienti ma non tutti; infatti la madre del figlio si è suicidata per depressione.

Il libro mi ha fatto capire che gli psicologi possono servire nei momenti più difficili.

error: