La fisica degli abbracci

La fisica degli abbracci

Anna Vivarelli

Essere un genio non è sempre una fortuna. Di sicuro non lo è per Guglielmo Malvasi, detto Will, che sin da bambino è stato risucchiato in una precoce carriera accademica; un quoziente intellettivo di 180 può spalancare le porte di Cambridge, ma non per forza quelle della felicità. La sua è una vita solitaria e senza affetti, vissuta lontano da genitori egoisti e infantili che si sono presto dimenticati di lui. A neanche quindici anni capisce che l’unico modo per sfuggire al suo destino è morire. O meglio, fingere di morire. Grazie all’aiuto di una misteriosa rete che fa capo a un eccentrico Nobel per la fisica, Will escogiterà una sparizione in grande stile. I veri problemi però cominciano fuori dall’università, dove lo attende un mondo che obbedisce a leggi per lui incomprensibili, che sfuggono a qualsiasi algoritmo. Ma i rompicapi più insolubili sono quelli che obbligano a spostare l’asse delle proprie certezze, e a volte possono assumere le forme più inaspettate. Per esempio quella di Dora, una simpatica cinquantenne rumena che lavora come badante e ama i cibi saporiti
Anna Vivarelli è nata a Torino nel 1958. Laureata in Filosofia, ha esordito giovanissima scrivendo radiodrammi e sceneggiature per la Rai. Ha fondato una compagnia teatrale e ha tenuto per molti anni corsi di storia del teatro per scuole di recitazione. Dalla metà degli anni ’80 ha lavorato come copywriter freelance per varie agenzie di pubblicità e come giornalista per La Stampa, la Rai e le riviste di teatro. Dagli anni ’90 si dedica a tempo pieno alla letteratura per ragazzi e all’attività di educazione alla lettura. Nel 2010 ha vinto il Premio Andersen come miglior autrice

Recensioni

Samuele Stecca

Sarà sempre una fortuna essere un genio? Il romanzo “La fisica degli abbracci”, scritto da Anna Vivarelli risponde, in parte a questa domanda, almeno per quanto riguarda Guglielmo, un ragazzino con un quoziente intellettivo fuori dalla norma inevitabilmente costretto ad una precoce vita accademica. Si è laureato a soli undici anni dopo soli due anni dall’inizio del corso di laurea a Cambridge e ha iniziato ad insegnare al Trinity College a soli dodici anni. A quattordici anni è morto. Di certo la sua non è affatto una vita semplice: Will è solitario e senza affetti, lontano dai genitori. Capisce che l’unico modo per sfuggire al suo destino è morire, a soli quattordici anni, sette mesi e sette giorni. O meglio, far sembrare agli altri che sia morto inscenando la propria morte. Da qui ricomincia la sua nuova vita, a casa di Dora, badante rumena che lo accoglie (senza farsi troppe domande) e con cui instaurerà una relazione particolare. La parte probabilmente migliore di questo racconto è la trama, molto originale e coinvolgente nella lettura, che risulta quindi fluidissima e scorrevole. Mi sento quindi di consigliare questo romanzo a tutti coloro che vogliono leggere una storia originale scritta in modo piacevole.


Martina Pittoni

La fisica degli abbracci è un libro molto avvicente e chiaro fin dalla prima pagina, ha una scrittura scorrevole e pulita molto facile da leggere e da comprendere. La storia parla di Will un ragazzo prodigio della fisica con un quoziente intellettivo superiore alla media, che però, si ritrova a essere molto solo e con due genitori che non lo considerano. Così decide di mettere in scena la sua morte, per avere un’uscita in grande stile e stravolgere la vita di tutti. Questo libro nel complesso mi è piaciuto poiché ha all’interno un racconto di avventura molto avvincente. Essendo anche un racconto non troppo lungo, lo consiglio ai ragazzi del liceo che non sono lettori super esperti ma che vogliono addentrarsi in un testo molto carino e scorrevole.


Paolo Dellasorte

il libro parla di Guglielmo Malvasi, un ragazzo intelligentissimo con un quoziente di 180 che già a 7 anni sapeva parlare ben 6 lingue. Nonostante la sua intelligenza Guglielmo, soprannominato Will, non riusciurà a godersi la vita che ha, incentrata solamente sulle sue capacità e con dei genitori distante che fin bambino,mandandolo in scuole prestigiose per mesi, si sono dimenticati di lui. questo spingerà Will a inscenare la sua morte in una maniera perfetta e a vivere una vita solitaria, fino a che non conoscerà una donna di cinquanta anni di nome Dora.

Ho trovato il libro molto leggero e scorrevole, forse attributi dovuti in parte alla sua cortezza. Lo consiglio per chi come me, non è un lettore, dato che usa un linguaggio semplice, ha una storia che riesce a immergerti nel romanzo e riesce a spingere il lettore a leggere sempre quelle 2 pagine in più a fine lettura.


Camilla Maschio

Ho apprezzato molto il libro “La fisica degli abbracci”. Essendo particolarmente interessata alle questioni psicologiche e sociologiche è stato affascinante vedere come la scrittrice è riuscita a trattare l’aspetto emotivo del protagonista, le sue difficoltà negli ambienti sociali e il suo rapporto in continua evoluzione con Dora. Io sono una lettrice piuttosto appassionata e di solito non mi fido dei libri corti, ma tentar non nuoce e quindi ho deciso di provare. Devo ammettere che mi sono dovuta ricredere perché davvero questo libro è riuscito a coinvolgermi. Lo consiglio davvero a chiunque, poiché, essendo breve, è adatto anche ai lettori non esperti.


Luca Matteini

La fisica degli abbracci è un libro che ho apprezzato molto.

Immedesimarsi nei vari personaggi all’inizio non è semplice ma dopo poco l’autore riesce a trascinarti all’interno della storia tenendoti incollato al libro e non permettendoti di allontanarti dalla storia  che risulta pagina dopo pagina sempre più avvincente.

Il finale non mi ha però entusiasmato. Mi aspettavo di più dal viaggio intrapreso.

Forse è mancato lo stesso mordente che mi aveva accompagnato fin quasi alla fine. Nonostante il finale, comunque non brutto, so che rimarrà sempre uno dei miei libri preferiti,  tra quelli che non dimenticherò mai.


Mattia Nannoni

Questo libro l’ho apprezzato molto. Ho provato molta compassione per Will, ha dovuto vivere l’adolescenza in solitudine senza l’affetto dei suoi genitori; egoisti e infantili. Mi è piaciuta molto la figura di Dora che subito si è presa cura di Will insegnandogli alcuni aspetti “banali” della vita ma fondamentali come la gratitudine e inoltre lo ha accolto nella sua abitazione crescendolo. La scrittura mi è sembrata scorrevole e alla portata di tutti.

Un libro che consiglio a tutti di leggerlo


Ginevra Conti

Il libro la fisica degli abbracci di Anna Vivarelli, mi è sembrato molto interessante e avvinciente. Questa lettura mi è piaciuta, ma non esageratamente poiché, nonostante sia molto breve, a me è sembrata piuttosto lenta. La caratteristica di questo libro che mi ha fatto ricredere su di esso è stata la fascia avventurosa e nascosta che ha, che a me diverte e piace moltissimo. Anche se io non sono una grande lettrice questo libro mi ha interessato, quindi posso consigliarlo a qualsiasi persona: sia a ragazzi della mia età, sia a degli adulti.


Shams Ibrahim

Il libro quando l’ho letto era abbastanza interessante solo che c’erano molte parti che ho voluto saltare perché non erano molto importanti per me. Le parti che mi sono piaciute di più sono i momenti tra Will e Dora perchè lui insieme a lei poteva sentirsi più felice, sennò perchè avrebbe fatto finta di essere morto. Personalmente preferisco più i libri comici però questo non era male. Non è un libro che leggerei più volte ma comunque l’ho trovato carino.


Davide Pinzauti

Il libro è molto interessante e parla di un bambino di nome Will, lui è molto più intelligente del normale, ha un quoziente intellettivo di 180. Da piccolo è stato abbandonato dai genitori e una delle uniche persone che ama è Dora, una donna rumena di 50 anni.

Io ritengo il libro molto interessante.

Alle medie avevo un compagno con la sindrome di Aspergen, ho visto come le persone troppo intelligenti hanno molti problemi sociali e confrontando il mio compagno e WILL ho trovato molte somiglianze


Ginevra Bucciarelli

Del libro mi ha convinta poco perché l’inizio non mi era molto chiaro e la fine era un po’ “brusca”,tuttavia, il concetto del libro era scorrevole e mi ha spinta a leggere questo racconto. Nonostante l’inizio e il finale, la parte più interessante è quando Will racconta al lettore dei suoi fatti personali.


Giulia Giaconi

NON SEMPRE ESSERE INTELLIGENTI PUO ESSERE UNA FORTUNA. WILL E’ MOLTO INTELLIGENTE PERO HA UNA VITA SENZA AFFETTI I SUOI GENITORI SI SONO ALLONTANATI DA LUI GRAZIE ALL’ AIUTO DI UN ECCENTRICO NOBEL DI NOME ANANTRAM VIKRAM,HA MESSO IN PIEDI UNA RETE PER AIUTARE GLI STUDENTI. QUESTO LIBRO E’ MOLTO BELLO


Asia Gelsomino

Questo libro racconta una storia che dimostra come essere amico di qualcuno, non vuol dire cercare di cambiare o rendere l’amico simile a noi ma ,al contrario , accettarlo per com’è con tutti i suoi pregi e difetti, soprattutto perché a mancare sono proprio questi ultimi quando talvolta accade che l’amicizia finisca.


Tancredi Cerri

Will è un ragazzo con un quoziente intellettivo superiore alla media. Questo lo porta ad avere una vita solitaria e senza affetti, vissuta lontano da genitori. Decide quindi di fingersi morto per fuggire dalla sua vita. Per questo si fa aiutare da un nobel per la fisica. Fuori dall’università però conosce Dora, una badante cinquantenne povera che decide di aiutare e prendersi cura del ragazzo. La donna lo accoglie nella sua casa: la donna, anche se ha poco, lo offre al ragazzo. Questa convivenza porta il ragazzo ad avere affetto, che gli era sempre mancato.

Quello che mi ha colpito di questo libro è stata l’amicizia tra la donna e il ragazzo, quasi improbabile per la differenza di età.


Corso Megli

Guglielmo Malvari, chiamato anche Will è dotato di un quoziente intellettivo più alto della norma. Will vive una vita triste e solitaria e non ha dei buoni rapporti con i suoi genitori, i quali si sono dimenticati letteralmente della sua esistenza. A causa di questa suona vita malinconica Will decide di escogitare la sua morte chiedendo l’aiuto a un altro genio come lui, Anantram Vikram.  Il romanzo di Anna Vivarelli mi è piaciuto molto, è senza ombra di dubbio un libro coinvolgente e soprattutto scorrevole, infatti si finisce di leggere in pochissimo tempo.


Gloria Fabbrini

Questo libro mi è piaciuto molto, inizialmente lo scelsi per una questione puramente estetica, di copertina e per il titolo. Io non sono una lettrice e raramente mi piacciono i libri che mi vengono assegnati, ma in questo caso è stato diverso, la lettura è stata semplice e scorrevole e il libro mi ha coinvolta.

Il protagonista del racconto è un ragazzo di 14 anni, Will, il quale è nato con un quoziente intellettivo sopra la media. I suoi genitori sono sempre stati distaccati nei suoi confronti e fin dalla nascita pensavano che il bambino potesse avere qualche disturbo mentale e a causa di questo la sua dote è stata trattata dalla famiglia come una specie di malattia che gli era stata diagnosticata. Infatti la sua infanzia è stata sola e senza affetti. Will pur essendo già adulto dal punto di vista della comprensione e della meccanica quantistica è psicologicamente ed emotivamente più piccolo rispetto ai suoi coetanei.

La fisica è anche una delle mie materie preferite ma non mi rispecchio in Will, ne caratterialmente ne psicologicamente.


Nicholas Mugnaini

Personalmente ho apprezzato molto il protagonista, la sua descrizione, le sue caratteristiche e le sue azioni intraprendenti e, anche in parte, disperate nel racconto ma, sicuramente, la storia nel complesso e soprattutto il messaggio sono le parti che mi hanno maggiormente colpito. Will è un ragazzo prodigio e particolare, dotato di una mente tanto geniale quanto di una vita tanto infelice a causa, soprattutto, di una famiglia non presente, egoista che lo abbandona a se stesso portandolo, all’età di quattordici anni, a fingere la sua morte per fuggire da un vuoto interiore decisamente profondo.

Will si accorge presto che il mondo che si era immaginato fuori dall’ università girava intorno ad una serie di regole, per lui, che aveva una mente totalmente logica, assolutamente incomprensibili e insensate che lo portano a decisioni affrettate. Queste decisioni, però stravolgono la vita del protagonista in seguito all’incontro con una cinquantenna rumena, Dora, che lo accoglie senza probelmi. Da questo incontro la storia diventa speciale. Mi ha colpito particolarmente come due persone tanto diverse come Will e Dora iniziano a creare un forte legame di amicizia senza mai dimostrarla nemmeno con un abbraccio, proprio perchè, come ho capito dal libro, non serve un abbraccio o un complimento per essere amici ma bisogna trovarsi in sintonia, senza forzare nessuno a cambiare ma accettando tutti i pregi e i difetti…


Salah Cherni

CONTINUI CAMBI DI SCENA

Il libro in questione l’ho molto apprezzato; fin dal inizio mi è sembrato molto intrattenitivo e scorrevole, centrato sulla storia di un ragazzo super intelligente che nasce in un contesto famigliare poco buono.

Un libro pieno di cambi di scena, dagli spostamenti geografici alle nuove conoscenze e ricerche.

Io non essendo un lettore faccio molta fatica a leggere, ma questo libro letto in classe è stato molto scorrevole e bello da ascoltare.


Jin Hu

Un genio quasi morto

La fisica degli abbracci parla di una persona di nome Guglielmo Malvasi, che fin da piccolo è un genio. Lui ha un quoziente intellettivo di 180 e può andare a Cambridge, ma lui non è per niente felice. Il tempo della sua infanzia è tutto da solo. I suoi genitori probabilmente lo hanno dimenticato da quando era bambino. Prima dei quindici anni, si rende conto che la sua vita è falsa. Grazie all’aiuto di una persona, il Nobel per la fisica di nome Anantram Vikram, e alla misteriosa rete che ha messo i piedi per offrire agli studenti una nuova esistenza, Will organizza una sparizione in grande stile: inscena la sua morte. Presto però si incontra con Dora, una simpatica cinquantenne rumena, una persona molto importante nella vita di Will.

Questo libro sembra molto reale. Will è ovviamente un genio, ma la sua vita non è bella come quella di una persona normale. Forse ha un quoziente intellettivo oltre la gente comune, ma non importa quanto lui quanto sia genio, ormai a nessuno in questo mondo importa più di lui. Abbandonato dai genitori, forse la cosa migliore è incontrare qualcuno che tenga davvero a te nel tuo momento più disperato.


Francesca Pacelli

LE AVVENTURE DI WILL

Noi con la nostra professoressa in classe abbiamo deciso di leggere questo libro molto interessante e letto dalla professoressa è molto più semplice da capire.

Mi è piaciuto fin da subito, era molto scorrevole…

Questo libro tratta di Guglielmo Malvasi, detto Will, che è dotato di un quoziente intellettivo più alto della norma.

Una genialità che gli spalanca le porte di Cambridge, ma non quelle della felicità.

La sua è infatti una vita solitaria e senza affetti, vissuta lontana dai genitori egoisti ed infantili che si sono presto dimenticati di lui.

Grazie all’aiuto di un eccentrico Nobel per la fisica di nome Anatram Vikram, e alla misteriosa rete che ha messo in piedi per offrire agli studenti una nuova esistenza, Will escogita una sparizione in grande stile, cioè inscena la sua morte.

Presto però si imbatte in Dora, una simpatica cinquantenne rumena che lavora come badante ed ama i cibi saporiti.


Erlis Aliaj

Le leggi dell’amicizia

Questo libro racconta di un bambino di nome Will, molto intelligente e sveglio che alla sua età sa già molte cose. Will frequenta il college di Cambridge ed ha un quoziente intellettivo molto alto. La sua vita è sempre stata solitaria perché non è cresciuto con i suoi genitori. A nemmeno quindici anni finge di morire per rifarsi una vita. E qui incontrerà Dora, una simpatica cinquantenne rumena che fa la badante. Questo libro mi è piaciuto in particolare perché Will ha un quoziente intellettivo molto avanzato e mi è piaciuto pure come ha affrontato la sua vita. L’ho trovato un libro scorrevole e facile da capire.


Tommaso Calonaci

IMPARARE A VOLERSI BENE

Il protagonista di questo libro è Guglielmo Malvasi, detto Will, un bambino prodigio dotato di un quoziente intellettivo più alto della norma, un vero genio della fisica. Questo, anche se può sembrare una fortuna, per lui non lo è perché lo porta ad essere sempre solo e senza amici, lontano da tutti, anche dai suoi genitori che ben presto si dimenticano di lui. Insoddisfatto, a neppure quindici anni capisce che l’unico modo per sfuggire alla sua infelicità è morire, o almeno far credere di essere morto. Quindi Will escogita una sparizione in grande stile fingendo la sua morte. Mentre cerca di nascondersi e di fare una vita normale sotto nuova identità, incontra Dora, una simpatica cinquantenne rumena che lavora come badante. Nonostante Dora non conosca Will, si preoccupa per lui e gli propone di andare a casa sua. Will, non avendo mai avuto amici, non sa come comportarsi e pensa di sdebitarsi con Dora per l’ospitalità, così le pulisce tutta la casa e le lascia anche dei soldi. Questo gesto fa arrabbiare Dora e le fa capire che Will non sa proprio come comportarsi con gli altri e che insieme potranno aiutarsi. Inizia così la convivenza tra i due e l’amicizia tra un giovane genio e una signora simpatica e piena di affetto.

Dora farà capire a Will l’importanza della gratitudine, il volersi bene, fidarsi degli altri, accettare una persona per come è, con i suoi pregi e i suoi difetti senza per forza volerlo cambiare.

Un libro che si legge bene, scorrevole, che parla di amicizia e di come imparare a volersi bene nonostante la differenza di “intelligenza”.


Enrico Zheng

Se non mi affeziono non mi piace

“La fisica degli abbracci” di Anna Vivarelli è un libro discreto ma non tra i migliori.
Il libro narra le vicende di Will, un ragazzo prodigio dalle capacità intellettive straordinarie che ha finto la sua morte per vivere nella società.
Altri personaggi principali sono Dora, una badante che proviene dalla Romania; Anantrham, un Nobel che è a capo di una società che aiuta a nascondere ragazzi come Will e infine troviamo la professoressa Chiari, che ospiterà Dora e Will a casa sua.
A parer mio il protagonista poteva essere scritto meglio ma proprio per il fatto che è poco espressivo non riesci ad affezionarti al personaggio, infatti non si riesce a capire quali emozioni prova.
Un altro problema è la figura di Anantrham: ho avuto problemi a capire la sua storia e come con Will non sono riuscito ad affezionarmi.
Un ultimo problema del libro è la carenza di personaggi o il poco impatto dei personaggi secondari.
Ma il libro non ha solo problemi infatti ci sono personaggi che lo salvano. Uno di questi è appunto Dora che è il contrario di Will, è infatti molto emotiva.
Bello anche l’arco narrativo del figlio di Dora, probabilmente la parte che mi ha colpito di più.
Nel mio caso il libro sarebbe stato difficile da seguire perché io non sono un grande lettore, non riesco a rimanere incollato a leggere; leggerlo in classe è stata invece una bella esperienza anche perché puoi avere più pareri da altre persone .
Anche se ho parlato più dei lati negativi, sono soddisfatto di aver letto questo libro anche perché ho “approcciato” un nuovo tipo di narrazione.


Guido Balbo

I DUE MONDI DI WILL

Essere un genio non è sempre una fortuna. Non per Will, un bambino con un quoziente intellettivo di 180 che spalanca le porte di Cambridge ma non della felicità. Ha una vita solitaria e senza affetto, e vive lontano dai suoi genitori egoisti che presto si dimenticano di lui. All’età di neppure quindici anni capisce che l’unico modo per sfuggire al suo destino è la morte, o meglio una finta morte, che escogiterà grazie ad un Nobel per la fisica di nome Anantram Vikram. Il problema di Will però non è la scuola ma il fuori, dove lo attende un mondo pieno di leggi per lui incomprensibili. Presto Will conoscerà Dora, una simpatica signora rumena amante di cibi saporiti. Lei non sa niente di lui ma lo accoglie lo stesso in casa sua iniziando una convivenza. Fina da subito Dora gli mostra l’importanza di alcune cose per lei banali ma per Will sconosciute, come l’empatia.

La fisica degli abbracci è un libro molto carino da leggere, anche se non è il mio genere. Scorre molto bene e non è pesante e lo consiglio soprattutto alle persone a cui piacciono libri semplici, non alle persone a cui piacciono gialli.


Aurora Ciurlia

Un incidente di percorso.

Questa storia gira completamente attorno al rapporto tra Will e Dora, due personalità completamente differenti. Da una parte un genio che sa risolvere i problemi di fisica, ma in difficoltà anche solo a dover rispondere ad una semplice domanda sulla sua persona, dall’altra un’incurabile romantica, che si emoziona solo a sentire l’odore di un piatto che le ricorda la sua infanzia.

Guglielmo Malvasi, nonché Will, è nato con un dono molto raro, un quoziente intellettivo nettamente superiore alla media. Chiunque penserebbe che ciò sia una fortuna, ma nel corso della storia si dimostra il contrario. Will si laurea a soli undici anni e a dodici diviene professore, ma a quattordici anni, sette mesi e sette giorni muore, o meglio finge la sua morte e lo fa per fuggire, per scappare dalla sua vita fatta di algoritmi, problemi di fisica, ma soprattutto solitudine.

Nel corso della sua fuga, appoggiata dal premio Nobel Anantram Vikram, capo del Trinity College, Will incappa in un incidente di percorso, in un qualcosa che i suoi calcoli non prevedevano: prende l’influenza. Ed è grazie a quell’influenza che, alla fermata del 51, Will incontra Dora, una simpatica cinquantenne rumena che dimostra subito empatia nei suoi confronti, tant’è che lo accoglie nel suo monolocale, pur essendo un perfetto sconosciuto. Da lì a poco, nasce un rapporto di amicizia tra i due che fa bene a entrambi, che pur così diversi riescono a compensarsi l’uno con l’altra. Una dimostrazione che al mondo esistono vari tipi di intelligenza: alcuni sono capaci di risolvere problemi di fisica, altri hanno una spiccata empatia, che li rende particolarmente bravi nelle relazioni interpersonali.

Dora e Will, due diversi percorsi di vita che si incontrano e si curano: da una parte Dora con un’infanzia povera, ma ricca d’amore, dall’altra Will che ha avuto soldi e successo, ma ha rinunciato a tutti i più piccoli momenti di condivisione e di affetto che una qualsiasi relazione porta.

L’amore secondo me è una “cosa” che si impara come tutte le altre: se non ti insegnano ad amare non sei in grado di farlo. Ma praticamente come si può insegnare l’amore? Amando. Ciò che Dora farà con Will.


Samuele Brogi

Un’amicizia intelligente

Questo libro parla di un ragazzo intelligentissimo fin dalla giovane età, che viene chiamato Will. Insegna in un’università ed è un ragazzo poco socievole, e questa sua intelligenza lo porta ad avere una vita triste e solitaria. Cosi decide di cambiare vita facendo finta di morire, attuando un finto suicidio escogitato nei minimi dettagli. Durante la sua nuova vita conoscerà una donna badante di nazionalità rumena, di nome Dora, molto attenta all’aspetto emotivo dell’esistenza, simpatica ma anche senza nessuno con cui confrontarsi. Le piacciono i libri ma il suo lavoro non la soddisfa. Will durante la sua fuga si fermerà a casa di Dora, i due parleranno e si confronteranno molto tra di loro, Will imparerà molte cose ed emozioni nuove: è la sua prima amicizia. La loro reazione sarà un mix di alti e bassi, che porterà Will a prendere decisioni molto importanti.

Questo libro mi ha trasmesso molte emozioni perché racconta di un povero ragazzo che non riesce ad esprimersi nella società. Si legge molto bene, la storia è interessante, e anche se non sono un grande lettore lo consiglio molto soprattutto a ragazzi che leggono molto poco.


Niccolò Riccio

L’AMICIZIA GENIALE

Libro dalla storia molto originale, con due personaggi principali totalmente diversi tra loro, proprio due opposti, che riescono a instaurare un rapporto di amicizia veramente unico.

Will è un ragazzo particolare, geniale con un intelligenza sopra la media, però solo e infelice perché non ha amici e soprattutto non riesce a relazionarsi con gli altri sentendosi sempre fuori posto e inadeguato. Dora invece è una signora di una certa età che lavora come badante, molto simpatica, dolce e divertente, che a differenza di Will adora parlare e fare amicizia.

A quattordici anni Will, vista la sua vita triste e infelice, nonostante la sua intelligenza lo abbia portato ad avere successo a Cambridge, decide di fuggire e con l’aiuto di un professore troverà un piano per fingersi morto. A Torino il destino farà incontrare i due protagonisti. Dora l’ospita a casa sua fidandosi di lui anche se non lo conosce, lo accudisce e si preoccupa per lui, capisce quello di cui lui ha bisogno e tra loro nascerà una strana amicizia, cosa a cui il ragazzo non era abituato, visti anche i difficili rapporti avuti con i genitori che non lo capivano.

Mi sono piaciuti i dialoghi tra di loro che sono divertenti visto la loro diversità, lui che parla di numeri e lei invece pratica e sentimentale. Trovo triste che un ragazzo così giovane non riesca ad integrarsi con gli altri, forse il motivo è perché nessuno glielo ha mai insegnato, forse nessuno l’ha mai abbracciato. Ho trovato interessante e originale l’idea di un’amicizia tra un ragazzo giovane e una donna matura e anche di cultura diverse, ed è proprio forse questa diversità che rende questa storia speciale.


Chengzhe Wang

Ogni persona è “accettabile”

Mi piace molto questo libro. Racconta la storia di un genio solitario che incontra una donna che lo accetta quando la sua vita è disperata e con lei stringe una profonda amicizia. I due vivranno insieme e alla fine saranno una vera famiglia. Will imparerà ad essere una persona normale, con l’esigenza di rapporti umani, Dora troverà qualcuno da amare.

Questo libro mi ha fatto capire che ogni persona è “accettabile”, con tutti i suoi pregi e difetti, e che ognuno di noi ha sempre qualcosa da dare ad un altro.


Dario Cerrini

Un’amicizia unica

Will e Dora sono i due protagonisti di questa storia, due personaggi opposti e completamente diversi che il destino ha deciso di riunire.

Will è un ragazzo con una mente incredibile, ha un quoziente intellettivo molto alto e per questo ha imparato facilmente più lingue quando era solo un ragazzino, ed è riuscito a laurearsi a Cambridge molto velocemente.

Eppure la sua vita non è semplice perché non ha amici e non riesce ad avere una vita sociale. La pressione su di lui è sempre tanta ed è per questo che arriva al punto di scomparire.

Il caso vuole che, proprio quando decide di nascondersi, Will incontri Dora, una donna di cinquanta anni che si preoccupa subito di lui e lo ospita a casa sua. Will e Dora sono due opposti, Will con le sue doti particolari ma anche con la voglia di essere normale mentre Dora è quella donna che ti spinge ad aprirti, a fidarti degli altri, a volte in modo amorevole, a volte in modo più brutale. Il loro rapporto tiene in piedi questa storia, e forse è anche difficile da capire vista la loro differenza sia a livello caratteriale sia a livello di età, ma a volte servono proprio persone diverse, pronte a spingerci per strade diverse, per rendersi conto delle proprie potenzialità e possibilità. La loro amicizia è qualcosa di unico, che nemmeno Will aveva previsto ma che ha finito per rendergli la vita speciale. Questo libro mostra la possibilità che ognuno di noi può cambiare; mostra anche l’importanza di volere e volersi bene. Una storia che rivela che per essere amico di qualcuno non lo devi cambiare ma lo devi accettare per come è, con tutti i suoi pregi e difetti.


Dylan Nicastro

Sopra la media

“La fisica degli abbracci” parla di Will, il protagonista, che fin da subito fa capire di avere qualcosa in più degli altri, un quoziente intellettivo molto più sviluppato rispetto ai ragazzi della sua età. La sua vita è principalmente solitaria, senza l’affetto dei suoi genitori, genitori che si sono dimenticati presto di lui. Fin da piccolo capisce che l’unico modo per scappare da questa situazione è morire per finta, grazie all’aiuto di una misteriosa rete. Personalmente questo libro mi è piaciuto molto perché si è letto in classe e sono riuscito a seguirlo meglio rispetto a come l’avrei fatto a casa mia. Soprattutto grazie ai pareri degli altri sono riuscito a capire cose diverse che mi hanno aiutato per il proseguimento; in particolare di questo libro mi è piaciuto il fatto che Will, pur essendo uno molto intelligente, non è riuscito a risolvere molti problemi da solo.


Federico Lari

“La paura della felicità”

Il libro che abbiamo letto in classe, “La fisica degli abbracci”, tratta una tematica importante, quella delle persone affette da autismo e “incapaci” di instaurare rapporti con le altre persone. Il protagonista si chiama Guglielmo Malvasi, detto Will, sin da bambino è stato risucchiato da una precoce carriera accademica perché era considerato un genio. Grazie al suo intelletto poteva aprire tutte le porte, ma non quella della felicità. Perché la felicità a volte fa paura. Durante la lettura in classe il libro è stato oggetto di dibattiti fra noi studenti, che ci hanno fatto capire quanto sia difficile la vita per queste persone perché relazionarsi, secondo me, aiuta a far capire agli altri come sei: un “semplice” ma complesso essere umano. Differentemente appari come un robot, incapace di provare qualunque tipo di sentimento. La parte del libro che mi è piaciuta di più è quando Will si mette a stampare tutte le ricette e a ordinarle in base al loro apporto calorico. Quest’azione apparentemente può sembrare inusuale ed insignificante, perché nessuna persona si metterebbe a ordinare le ricette in base al loro apporto calorico, ma se la guardiamo da un altro punto di vista, vediamo che Will quest’azione la esegue per il bene di una persona che gli ha salvato la vita, Dora, una badante sulla cinquantina, l’unica persone con la quale il ragazzo parla e a suo modo cerca di relazionarsi. Questo libro lo consiglio perché l’autismo è un tema attuale e penso che possa rispecchiare la vita di coloro che soffrono di questa malattia e a anche delle famiglie che vivono quotidianamente con queste persone. Una lettura che sensibilizza tutti noi a questo problema.


Valeria Picchietti

UN’AMICIZIA PER RICOMINCIARE

Il protagonista di questo romanzo è Will, un ragazzino di quattordici anni con un quoziente intellettivo sopra la media, specializzato in fisica e docente al Trinity College.

Conduce una vita solitaria, senza amici e senza affetto da parte dei genitori, persone immature ed egoiste che pensano solo ai soldi e a come spenderli. La vita da genio può sembrare una bella fortuna, ma non è così. La pressione su di lui è sempre stata molta, ma quando diventa troppa e non riesce più a vederci una via d’uscita, decide di scomparire inscenando la sua morte; per fare ciò verrà aiutato dal premio Nobel per la fisica Anantram Vikram. Will si troverà catapultato in una realtà lontana da quella che conosce, in un mondo governato da leggi ben diverse da quelle fisiche e matematiche. Una realtà che deve imparare a capire e gestire.

Dora è una simpatica signora rumena di cinquant’anni che lavora in Italia come badante per una donna anziana arrogante e antipatica. Ha una grande intelligenza sia emotiva che sociale, ama fare conversazione, cucinare, ma soprattutto ama le storie: quelle che legge nei romanzi ma anche quelle del passato. Verrà conosciuta meglio proprio attraverso queste ultime.

I due si incontreranno ad una fermata dell’autobus: Dora sta tornando a casa e vede un ragazzino (Will) che non sta bene e ha sintomi dell’influenza. Senza fare troppe domande la donna lo accoglie a casa sua per farlo riposare. Da lì inizierà una convivenza e nascerà una profonda amicizia tra due persone completamente diverse tra loro. Dora uscirà dalla sua solita monotonia e Will, piano piano, imparerà a conoscere la vita, a capire cosa è davvero il calore di una casa, a dividere un pasto caldo con qualcuno. Insomma, inizierà ad apprezzare le piccole cose.

Ho amato molto questo libro: è scorrevole (da finire anche in un pomeriggio) e ha un linguaggio semplice. È una lettura piacevole che stimola curiosità, infatti un capitolo tira l’altro e senza rendersene conto si arriva alla fine.

Penso inoltre sia ben strutturato e che venga dato il giusto spazio ad ogni personaggio, anche a quelli di passaggio.

Affronta molteplici argomenti, come i problemi di integrazione, i pregiudizi sociali ma anche la diversità delle persone e l’amicizia.

Infine, l’autrice dimostra che, per essere amico di qualcuno, non lo devi cambiare o rendere simile a te, lo devi accettare così com’è, con pregi e difetti.


Clara Nanni

Un’amicizia fuori programma

A volte essere dei geni non è molto positivo. Will è un ragazzino molto intelligente che già all’età di dodici anni insegna come professore al Trinity College la teoria dei campi. La sua vita sociale però non è altrettanto luminosa: i suoi genitori sono molto freddi e distaccati noi suoi confronti, tanto che si dimenticheranno presto del figlio. All’età di neppure quindici anni decide di fingere il suo suicidio e si mette in contatto con l’associazione di Anantram, un premio Nobel, che lo aiuterà a scomparire. Durante il suo percorso conoscerà molte cose nuove di cui non capirà neanche la logica e incontrerà anche Dora. Con Dora, una badante rumena cinquantenne, instaurerà un rapporto molto particolare, istruttivo per entrambi. Il loro rapporto e le varie situazioni dell’ambiente fuori della scuola lo obbligheranno a spostare l’asse delle sue certezze.

Io, personalmente, trovo questa storia molto interessante. Parla di vari argomenti ma quello che mi ha colpita di più è la particolare amicizia tra Will e la badante. Si compensano molto con i loro caratteri: lei un genio nella socialità, che si ritrova sola a badare ad una vecchia arrogante, lui un genio con i numeri ma un disastro nei rapporti sociali. Nonostante i caratteri siano opposti e la differenza di età sia evidente, impareranno l’uno qualcosa dall’altra, oppure scopriranno un aspetto della vita di cui prima non riuscivano a capire il senso. Il loro esempio di amicizia è facilmente riconducibile ai nostri rapporti di tutti i giorni. Non è facile trovare qualcuno che ci compensi o addirittura ci insegni a vedere il mondo da un’altra prospettiva. Ma soprattutto non è facile trovare qualcuno che non prova a cambiare qualcosa di noi ma semplicemente impara ad accettarci, come con il tempo ha imparato a fare Dora con Will.


Andrea Gennaro

Un ragazzo un po’ speciale

Will, un ragazzo a dir poco speciale, ha varie lauree, fa il professore universitario e parla moltissime lingue e non ha nemmeno 15 anni. L’autore fa capire subito che il protagonista ha un vissuto non semplice a causa della sua famiglia e nella sua vita si trova in una situazione molto scomoda, che poi riuscirà a risolvere, ma il come lo scoprirete solo leggendo il libro. Devo dire che questo libro è costruito molto bene, porta avanti tutte le storie dei personaggi e fa affezionare il lettore ad essi. Fin dall’inizio ho pensato che fosse il solito libro noioso che ci assegnano per scuola, invece mi sono dovuto ricredere perché la storia nel complesso è strutturata molto bene e partecipando alla lettura con la prof, ragionare man mano degli episodi che accadevano mi ha aiutato ancora di più a capirne il vero significato. Come libro è molto scorrevole e semplice e anche se non è il mio genere mi ha preso molto. Mi aspettavo però qualcosa di più dal finale e dallo svolgimento del libro. Lo consiglio a chi vuole iniziare a sfogliare qualche pagina e non è abituato e che magari si vuole affezionare al mondo della lettura.


Noemi Dini

Essere diversi è un bene

Il libro “La fisica degli abbracci” racconta la storia di sue personaggi molto diversi tra loro che per puro caso si incontrano e da lì nascerà una storia piena di emozioni, avventure…

Will, un ragazzo che grazie al suo quoziente intellettivo molto alto si laurea a undici anni e a dodici diventa professore.

La sua è una vita solitaria, senza l’affetto dei genitori egoisti che si dimenticano di lui.

La sua intelligenza però lo rende “emarginato” da tutto il resto, la sua vita monotona schematica e solitaria rende tutto molto pesante e per fuggire inscena la sua morte a quattordici anni sette mesi e sette giorni.

Dora invece è una signora rumena sui cinquanta anni, lavora come badante, ama le storie che provengono dal passato, quelle che legge nei suoi libri, quelle che immagina osservando la città e la gente intorno a sé.

La donna non ci pensa due volte e accoglie il ragazzo nel suo piccolo monolocale, nonostante sia un perfetto sconosciuto.

Questi due protagonisti si incontrano per caso e si trovano a stringere un rapporto che cambierà per sempre le loro vite.

Da quel momento, malgrado i caratteri molto diversi, non riescono a fare a meno l’uno dell’altra, gli opposti si attraggono e loro ne sono la prova.

Avere un quoziente intellettivo molto superiore alla media può sembrare un’enorme fortuna ma non sempre lo è, infatti sarà Dora ad aprire un nuovo mondo pieno di emozioni a Will, è proprio la donna a mostrargli l’importanza delle piccole cose, come la gentilezza, l’empatia.

Il libro scorre velocemente, in poche pagine accoglie tanti argomenti.

Personalmente quello che mi ha colpito di più è l’amicizia tra Will e Dora, riescono a completarsi l’un l’altra e ciò ci fa capire che essere diversi è un bene.

Entrambi con il passare del tempo scopriranno aspetti delle loro vite che prima non vedevano o non riuscivano a comprendere.

Questo libro inoltre ci fa capire il vero significato di voler bene ad una persona: per essere amico di qualcuno, non lo devi cambiare o rendere simile a te.

Bisogna accettarlo per com’è, con tutti i suoi pregi e difetti.


Gabriele Mannini

Questo racconto parla di come anche un ragazzo molto bravo in tutte le materie scientifiche,con un quoziente intellettivo di 180, non riesca a relazionarsi con le persone e con la vita in generale. Questo libro a me è piaciuto molto perché rappresenta, secondo me, ciò che la scuola non ci insegna:relazionarsi con le persone. Nonostante ciò, a mio parere, questo libro scorre bene ha anche uno schizzo ironico oltre che tragico. L’argomento che rende questo libro interessante è come la signora dora riesca a lasciare uno sconosciuto in casa sua e come una persona che non ti aspetteresti ti potrebbe cambiare la vita e farti provare delle emozioni che fino ad allora non avevi mai provato. Questo libro lo consiglio a tutti perché è facile da leggere e per quasi tutte le età.


Lorenzo Chiadroni

“VUOTO„

Il romanzo di formazione La fisica degli abbracci (Uovonero; 2021) di Anna Vivarelli racconta della difficile convivenza tra la gioviale Dora e il genietto Will, fintosi morto e fuggito dalla realtà grazie all’aiuto dei professori Vikram e Chiari. Nonostante presenti un intrigante e originale esordio, la trama, tuttavia, si rivela subito molto ripetitiva e noiosa, soprattutto perché piena di buchi e priva di un benché minimo elemento cardine su cui si possa sviluppare il resto della vicenda, mentre il finale, oltre a essere troppo prevedibile, sfocia nel ridicolo quando, per fornire almeno un colpo di scena, la scrittrice compie enormi e ingiustificati balzi temporali e lo introduce con un’inutile moria generale dei personaggi.
Il tema trattato, invece, ricorda solo da lontano quello della diversità, ma, a parte critiche fuori luogo alle idee più conservatrici in merito, lo stesso libro si basa su pregiudizi e stereotipi, come dimostra Dora, non a caso rumena e badante, nonché un personaggio secondo me molto fastidioso, a differenza del protagonista Will, che, seppur caratterizzato abbastanza bene, sparisce dalla trama dopo la prima parte, dove compaiono il curioso Vikram e la misteriosa Chiari, entrambi quasi assenti nei dialoghi. Tra i singoli episodi, però, ce ne sono alcuni riusciti e interessanti con oggetto le manie e le incredibili doti del geniale e tormentato Will, l’unica nota positiva di tutto il libro, ma sono soffocati da quelli che descrivono ossessivamente Dora, mentre il linguaggio e lo stile susciterebbero lentezza anche a lettori non esperti e risultano molto semplici e banali, oltreché a volte ridicoli, con espressioni come «Borgo San qualcosa», e – errore ingenuo – identici per tutti i personaggi. Il titolo, inoltre, è fuorviante, le 150 pagine, poche per un romanzo normale, per questo sono troppe, risulta corretta l’organizzazione in 27 capitoli, divisi, però, in confuse sequenze, ed è ingerente e morboso il narratore esterno onnisciente, ma, in generale, il libro trasgredisce le più basilari regole dei manuali di antologia ed è ai limiti della pubblicabilità, nonché l’archetipo di tutti quei numerosi lavori che finiscono solo per allontanare ancora di più i ragazzi dalla lettura. La fisica degli abbracci, dunque, è un romanzo che sconsiglio anche ai giovanissimi, poiché, più che “brutto”, si rivela semplicemente vuoto e mal pensato sotto ogni aspetto, condannandosi presto all’oblio; la mia valutazione, infine, è di 4/10.


Stella Monaco

Ho trovato nel libro una trama diversa dal solito e da certi punti di vista anche interessante. Ma la storia era piatta e non mi ha tenuta incollata al libro, anzi l’ho trovato un po’ lento e pesante nonostante le poche pagine.


Asia Soni

La fisica degli abbracci è un libro con una scrittura semplice. Già dal primo capitolo entra nel vivo della storia. Affronta dei bei temi tra cui La solitudine. È una bella storia, il protagonista ha quasi sedici anni e si trova davanti a una scelta difficile. Lo consiglio ai ragazzi da quattordici anni in su.


Marco Valleggi

Premetto che non sono un grande amante della lettura, ma il libro “la fisica degli abbracci ” scritto da Anna Vivarelli mi è veramente piaciuto. In poco tempo l’ho letto curioso di vedere cosa succedeva. Il libro mi ha coinvolto talmente tanto da immaginarmi con i protagonisti. Fin da quando Dora è seduta sulla panchina del 51, mi è sembrato di vivere odori e sensazioni raccontate nel libro. E’ sembrato di sentire calore e l’odore dell’influenza di Will e di seguirli passo passo in lontananza. Will è un ragazzo molto intelligente che per tante cose dimostra molto più della sua età. Ma l’insicurezza e la sincerità fa ben vedere che non è altro che non è altro che un ragazzetto di 14 anni. Dora è una “donnona” di origine rumena lavoratrice che accudisce un’anziana signora e che si sente tanto sola. L’amicizia che nasce tra Dora e Will fa riflettere e capire che aiutandosi a vicenda possiamo vivere meglio.


Alessia Galingani

La fisica degli abbracci è un libro scritto da Anna Vivarelli.

E’ un libro molto particolare ma nello stesso tempo molto affascinante e bello. Perché una persona leggendolo già dall’introduzione, non si aspetterebbe mai che un ragazzo muoia a 14 anni senza sapere come o perché. Questo nel lettore scaturisce la voglia di iniziare a leggere il libro.

Mi è piaciuto molto il carattere di Will, che da una parte è un ragazzo molto intelligente ma nello stesso tempo anche insicuro e incapace di mentire.

Mi sono sorpresa molto ad un punto della storia e questo ha provocato in me la voglia di andare avanti e non sono riuscita a fermarmi e mettere da parte il libro fino a che non sono arrivata alla fine.

Arrivata alla fine ho tratto le conclusioni…

Lo consiglierei assolutamente, perché in fondo mi ha fatto capire qualcosa. Ovvero, ogni giorno noi vediamo sconosciuti e chissà se loro farebbero lo stesso che ha fatto Dora con Will se noi fossimo nelle sue condizioni. Ovviamente anche noi dovremmo aiutare gli altri.

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