Il treno dei bambini

Il treno dei bambini

Viola Ardone

Amerigo è povero, vive a Napoli con la madre Antonietta, figlio unico senza un padre, forse sparito in America, «a faticare». La madre decide di offrirgli l’opportunità di una vita migliore, non vuole più mandarlo a raccogliere le «pezze»; per lui desidera scuola, cibo, salute. Il bambino parte per il Nord spaventato dalle dicerie sulle cattiverie e sulla crudeltà dei comunisti; sale sul treno per recarsi in un altrove sconosciuto dove troverà, gli hanno garantito, una famiglia affettuosa e una casa accogliente. Il romanzo di Viola Ardone «ha il pregio, davvero consolante, di raccontare la storia di un bambino in affido senza occultarne alcun aspetto. E anzi rispettando la straziante “doppiezza” della vita di Amerigo, la perdita della mamma e la sconfitta della fame, le radici recise e la nuova serenità, l’insicurezza indegna e la protezione “artificiale” imposta dall’altro e al tempo stesso provvidenziale»
Viola Ardone (Napoli 1974) è laureata in Lettere e ha lavorato per alcuni anni nell’editoria. Autrice di varie pubblicazioni, insegna latino e italiano nei licei. Fra i suoi romanzi ricordiamo: La ricetta del cuore in subbuglio (Salani, 2013), Una rivoluzione sentimentale (Salani, 2016), Il treno dei bambini (Einaudi, 2019) e Oliva Denaro (Einaudi, 2021)

Recensioni

Margherita Balsamo

Ritengo che questo libro sia molto scorrevole soprattutto nello sviluppo e nella fine ed è scritto in modo semplice quindi sono riuscita ad immedesimarmi nel personaggio. Questo libro mi è rimasto sottopelle perchè è una storia molto particolare raccontata in modo quasi eccellente e mi ha stupita molto. Oltre a ciò che ho appena detto, mi è piaciuto il fatto che , nonostante sia in alcune fasi commovente c’è anche un pizzico di ironia che rende tutto più equilibrato quindi non troppo pesante. Sono riuscita ad individuare quasi subito il tema del racconto e lo consiglio a persone di qualsiasi età e genere poichè è uno di quei libri che bisogna leggere.


Leonard Zefi

Il libro parla di un giovane bambino che deve affrontare enormi difficoltà per avere una vita migliore. Il protagonista deve affrontare situazioni a lui sconosciute ogni giorno da cui impara molte cose.

questo libro è un bellissimo romanzo, e mi ha appassionato molto durante la lettura, perché è caratterizzato da momenti belli e brutti, e questo sprona il lettore a continuare la lettura.

Questo racconto mi ha sorpreso notevolmente perchè dal titolo mi aspettavo un libro difficile da digerire, ma più di una volta mi ha fatto sorridere.

La cosa che più mi piace di questo libro è che il bambino riesce ad affrontare sfide molto più grandi di lui grazie alla sua tenacia, curiosità, e talento che grazie alla famiglia ospitante riesce a scoprire. è la generosità e la benevolenza di questa famiglia che l’hanno reso un uomo realizzato.


Michele Barbara

Il treno dei bambini è un romanzo molto affascinante, narrante la storia di un bambino di nome Amerigo residente a Napoli. Siamo nell’immediato dopoguerra del 1946, si narra di un’usanza del regime comunista di mandare i bambini delle famiglie meno abbienti verso il nord Italia. Questo è quello che succede ad Amerigo quando sua madre, parlando con la maestra sostenitrice del comunismo, decide di spedirlo in un treno diretto verso la pianura Padana. Una volta giunto a destinazione, Amerigo si ritrova in un mondo totalmente estraneo a quello napoletano dove verrà affidato a Derna. Con questa donna esplorerà il nord Italia e; grazie al marito della cugina di Derna, coltiverà una grande passione per il violino. Nonostante i pensieri nostalgici della sua vita di Napoli, quando arriva il momento per Amerigo di tornare a casa, parte con tanti rimpianti. Questo lo spingerà in una notte a Napoli a prendere un treno di nascosto per tornare da Derna, dalla quale trascorrerà il resto della sua vita. Amerigo tornerà a Napoli solo quando sua madre verrà a mancare. A Napoli, ritrova non solo vecchi conoscenti e amici d’infanzia ma anche quelle che erano le vecchie sensazioni da bambino e verrà poi travolto da un grande senso di colpa per non essere stato al fianco della madre nel momento della morte. Sono sempre stato un appassionato di libri narranti vicende del dopoguerra o della guerra stessa, inoltre mi è piaciuto molto come nel romanzo si utilizzino delle espressioni dialettali tipiche napoletane . Soprattutto il fatto che Amerigo viveva con una madre totalmente anaffettiva e che conosceva solo il disprezzo e il disonore mentre quando conosce Derna si sente in modo molto diverso di quando stava con sua madre.


Raissa Puiu

Un libro meraviglioso ispirato a fatti realmente accaduti di cui personalmente ignoravo l’esistenza.
Un romanzo tenero, potente, delicato, ironico, profondo.
Viola Ardone, partendo dunque da un accurato lavoro di ricerca storica fondato sulla lettura di documenti, pubblicazioni e interviste, è poi partita con la sua fantasia e ci ha raccontato sublimemente una storia ricca di personaggi meravigliosi, cui non si può fare a meno di affezionarsi e di volerne voracemente seguire i destini.
A distanza di qualche giorno da quando ne ho terminato la lettura, ogni tanto mi sembra di essere ancora avvolta nelle sue atmosfere in compagnia dei vari personaggi.
Un libro che segna ed insegna.


Riccardo Gulino

Il Treno dei bambini” è un libro scritto da Viola Ardone, nel quale racconta la storia di un bambino che vive in stato di povertà in un piccolo quartiere di Napoli; questo bambino si chiama Amerigo Speranza è figlio unico perché suo fratello più grande è morto, in più non ha nemmeno un padre perché si dice che sia andato in America a “faticare”. Antonietta Speranza, sua madre, decide di farlo partecipare ad un’iniziativa organizzata dai comunisti, nonostante le malelingue diffuse riguardo a questo, che consiste nel mandare i bambini di queste famiglie disagiate ospiti in alcune famiglie del Nord Italia per offrirgli l’opportunità di acquisire un’istruzione e vivere per almeno un po’ una vita più agiata.

Il libro mi è piaciuto moltissimo, mi è piaciuta molto la caratterizzazione dei personaggi del quartiere in cui vive Amerigo come la Zandragliona, la donna dalla quale va, quando non sa qualcosa senza sapere che neanche lei in fin dei conti di cose non ne sa molte, o la Pachiochia, un’altra signora al carattere molto esuberante tant’è vero che partecipa alle manifestazioni pro alla monarchia che non si fa problemi ad urlare in faccia al protagonista e sua madre. Mi ha colpito anche la contentezza e la gioia del protagonista quando riceve il suo primo paio di scarpe nuove dopo che ha passato la sua infanzia a contare i punti in base allo stato delle scarpe delle persone che incontrava per strada. Il libro è molto emozionante e scorrevole.

Della stessa autrice ho letto anche il libro “Oliva Denaro” che parla della situazione delle donne negli anni ‘60 e dato che questa lettura mi era piaciuta molto ho deciso di leggere anche questo romanzo e consiglio vivamente entrambi i libri.


Tommaso Boccherini

Questo libro in alcuni momenti mi faceva venire i brividi una cosa che non mi è mai capitata molto molto bello


Valeria Picchietti

SO-LI-DA-RIE-TÁ
Il protagonista di questa storia è Amerigo, un bambino di otto anni che vive nei quartieri spagnoli di Napoli. Siamo dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando il meridione affronta una situazione molto critica: il conflitto è finito ma la fame e la povertà no. Amerigo vive da solo con la madre, non va a scuola e trascorre le giornate in strada a raccogliere pezze da sistemare e rivendere al mercato. Si presenta però un’occasione importante: un gruppo di donne facenti parte del partito comunista organizza dei treni appositi per allontanare temporaneamente i bambini dal sud, mandandoli in famiglie del centro e del nord Italia. Famiglie pronte a dare cibo, vestiti, casa e accoglienza a delle piccole creature meno fortunate di loro.

Da un certo punto di vista può sembrare che vengano strappati dalle loro vere famiglie, ma l’obiettivo reale è quello di portarli via dalla miseria per offrire loro delle possibilità.

Quindi Amerigo, insieme a tanti altri (tra cui il caro amico Tommasino), sale su uno di questi treni diretti al settentrione, chi più e chi meno convinto, a causa delle false dicerie messe in giro sui comunisti.

Arrivato a Modena viene affidato a Derna, una donna sola che accetta di prenderlo in custodia nonostante la paura iniziale di non riuscire a gestire un bambino. Da lì Amerigo vivrà una realtà completamente diversa da quella che conosceva. Passerà molto tempo con i figli di Rosa, la sorella di Derna, con i quali instaurerà nel tempo un bellissimo rapporto di amicizia. Andrà a scuola, scoprirà nuove passioni e affronterà diverse situazioni che gli faranno provare emozioni diverse.

Questo romanzo mi è piaciuto davvero tanto. È diviso in quattro parti e ognuna di queste è composta da capitoli molto brevi di solo qualche pagina.

È semplice, ben scritto e molto scorrevole, infatti è veloce da leggere.

Parla di un pezzo di storia attraverso Amerigo, che è uno solo ma in sostanza rappresenta un’intera generazione di bambini che così piccoli si sono ritrovati ad affrontare il doloroso distacco dalle famiglie per cogliere l’opportunità di una vita migliore. Fa riflettere e riesce a trasmettere tanto; è coinvolgente, intenso, triste ma a tratti ironico. Fa aprire gli occhi su molte cose e fa capire che, a volte, certe decisioni possono cambiare la nostra vita. Alla base della storia c’è un concetto molto importante: la solidarietà. Quella che al tempo riuscì a collegare nord e sud e permise a tanti bambi di sperare in un futuro.


Matteo Arduini

Il treno dei bambini è un racconto molto affascinante che mostra la vita di un bambino nel dopo guerra che cerca di migliorare la sua vita e che è costretto a superare molti ostacoli. Il testo non è molto scorrevole almeno nella parte iniziale però è molto interessante.


Sara Nistri

Il treno dei bambini è un romanzo scritto da Viola Ardone (scrittrice napoletana e professoressa di latino e italiano al liceo) e pubblicato dalla casa editrice Einaudi nel 2019.

Il libro è ambientato nel 1946, nei quartieri Spagnoli (quartieri poveri di Napoli) e narra la vicenda di un gruppo di bambini tra i quali il protagonista, Amerigo Speranza, mandati al Nord per trascorrere alcuni mesi con delle famiglie che si sono rese disponibili ad ospitarli per portarli, almeno temporaneamente, lontano dalla loro miseria quotidiana.

Il libro si apre con una prima parte in cui viene introdotto Amerigo, il suo rapporto freddo con la madre e le varie caratteristiche della sua vita al Sud.

La seconda parte ci mostra la sua nuova vita al Nord e le relazioni che costruisce, la terza, il suo rientro a Napoli e i sentimenti di rancore che prova verso sua madre per come si comporta con lui, ed infine la quarta, ambientata nel 1997 che sembra quasi una lettera scritta alla madre in cui le spiega tutti i suoi sentimenti.

L’autrice è molto brava nel calarsi nel ruolo di Amerigo (il racconto è in prima persona), trasmette molto bene il carattere del protagonista e tutti i pensieri he lo assillano.

Il linguaggio utilizzato è colloquiale e utilizza anche parole del dialetto napoletano e tante volte i personaggi si caratterizzano con le loro frasi più che con le descrizioni.

A me questo libro è piaciuto molto, è coinvolgente, incuriosisce ad andare avanti nella lettura e soprattutto riesce a farci immedesimare nello stato d’animo di Amedeo fino alle ultime pagine, dove si comprende che lui si pente di aver abbandonato del tutto la sua famiglia, il suo mondo e soprattutto quella madre che, infondo, a lui voleva bene, ma era soltanto vittima della sua grande povertà.


Francesca Pacelli

La povertà del sud

Quando Amerigo diventa adulto il lettore lo percepisce, percepisce che quello stesso bambino che poche pagine prima parlava in dialetto ora è un uomo.
La schiettezza e l’amore quasi mai professato di una madre, la semplicità di un bambino, la povertà del Sud Italia, in questo libro c’è tutto e anche di più. Il treno dei bambini non è solo l’emozionante racconto di un bambino in cerca di se stesso ma anche di una madre che lo lascia andare.

Prima di leggere questo libro non sapevo dell’iniziativa presa dal partito comunista alla fine della seconda guerra mondiale di mandare alcuni bambini napoletani in Emilia Romagna per essere ospitati per il periodo di un anno scolastico presso alcune famiglie disposte ad accoglierli.

La storia è narrata in prima persona da uno di questi bambini che proviene da uno dei quartieri più poveri di Napoli e si trova di fronte la realtà dell’Italia settentrionale completamente diversa da quella vissuta fino ad allora. Si può discutere sull’opportunità di svellere dal tessuto sociale ed affettivo questi piccoli di cui alcuni torneranno alle loro famiglie ma altri sceglieranno una vita diversa. Un libro che fa pensare ma del quale consiglio la lettura.

Durante la lettura mi sono commossa in più punti perché questo è un libro che tocca le corde dell’animo umano e ti fa veramente capire la realtà della storia stessa.


Samuele Brogi

” Il treno delle avventure”

Questo libro parla di una storia realmente avvenuta, è ambientato nel 1940 e parla di un piccolo bambino povero di nome Amerigo che vive a Napoli con la madre Antonietta, figlio unico senza un padre forse sparito in America. Il piccolo Amerigo vive in una situazione brutta e la madre decide di offrigli l’opportunità di una vita migliore, non vuole più mandarlo a raccogliere le pezze di pane; per lui desidera scuola, cibo, salute. Perciò grazie ad un’iniziativa del partito comunista italiano per strappare i piccoli bambini alla miseria, Amerigo salirà su un treno assieme a migliaia di altri bambini meridionali ed attraverserà l’intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia emiliana affettuosa, in una casa accogliente. Piano piano si ambienta e impara la lingua di laggiù ed a suonare il violino. Però forse per gelosia o paura, sua madre interrompe i contatti con la famiglia adottiva e gli nasconde le lettere che gli arrivano da Modena, mentre gli altri suoi amici che erano con lui ricevono lettere e pacchi con dentro doni. Al suo ritorno a Napoli Amerigo farà un viaggio alla ricerca di se stesso, del rapporto con la propria madre (che tra qualche anno morirà) e con la sua città. Poi nel 1994 troveremo un Amerigo adulto ormai diventato un violinista di successo.

Questo libro mi ha trasmesso molte emozioni perché racconta di un povero ragazzo napoletano che dovrà affrontare diverse prove sia negative che positive che gli cambieranno drasticamente la vita e le sue emozioni, anche se lui riuscirà ad esprimere i suoi desideri e diventare un famosissimo violinista. Si legge molto bene anche se all’inizio ho avuto qualche problema, la storia è interessante e soprattutto mi è piaciuta molto la parte dove Amerigo diventa un violinista dato che anch’io ho praticato violino per tre anni e so quanto sia bello come strumento. Anche se non sono un grande lettore lo consiglio molto, soprattutto ai ragazzi che leggono poco.


Alessia Galingani

Il treno dei bambini è un libro scritto da Viola Ardone. Questo libro mi è piaciuto tantissimo, è uno dei libri più belli che ho mai letto e lo rileggerei tante altre volte. E’ un libro che solo leggendolo insegna tantissimo umanamente. E’ talmente profondo che, almeno io, mi sono immedesimata nella storia e nel protagonista. La storia parla di un bambino che deve affrontare delle avventure che fatte a quell’età spaventano molto. Ma penso che queste esperienze gli siano servite come crescita personale. Nella vita, ha trovato persone disposte a crescerlo e a farlo stare bene.

Quando ho cominciato a leggerlo non volevo più staccarmi, ma nello stesso tempo non volevo finirlo perché non volevo sapere come andava a finire la storia. Il libro lo consiglio a tutti, perché non l’ho trovato difficile da leggere e merita tantissimo.


Andrea Soldi

Il libro è molto bello
I personaggi del romanzo ti rimangono in testa facilmente. Questo bambino di soli 7 anni che abita a Napoli nella povertà si ritroverà poi ad una vita molto diversa da quella che ha passato. In una parte del libro c’è un aspetto negativo, c’è un grosso salto nel tempo e si fa fatica a capirlo. Credo che il romanzo possa trasmettere molte emozioni a tutti


Ludovica Bologna

Il libro che ho letto mi è piaciuto molto,è un libro che ti prende in pienoe ti coinvoge soprattutto quando Amerigo scappa da casa sua a Napoli per andare a milano.

Questo libro ti fa capire come vivevano le persone del sud e quelle del nord, la differenza enorme che c’era. Al nord cittadini benestanti e ricchi, con figli che andavano a scuola, mentre al sud i cittadini erano poveri ed analfabeti,  spesso non avevano spesso da mangiare e i figli non andavano a scuola.

Fa capire soprattutto la realtà delle cose, come si stava negli anni del dopo guerra.

La storia e l’avventura di questo ragazzo è bellissima, Amerigo è un ragazzo coraggiosissimo che ha avuto lo spirito di intraprendere questo viaggio al nord per ben due volte una organizzata da un’associazione comunista e l’altro da solo scappando proprio di casa perché voleva tornare al nord, il sud non gli piaceva più soprattutto dopo che la madre decide di vendere il suo violino.


Elizana Tozzi

Il treno dei bambini, di Viola Ardone, è un libro che, secondo me, parla di una difficile scelta: la scelta tra un tipo di vita difficile dove si arriva a fine giornata a malapena ,dove un bambino non può avere un paio di scarpe che gli stiano e che deve andare in giro a mettere le mani nella sporcizia per trovare qualcosa ;ma il tutto è alleggerito dal fatto di avere una madre che  vuole bene al suo bambino e che farebbe di tutto per assicurargli una vita migliore, proprio di tutto.

Oppure una vita felice con 3 pasti al giorno, un tetto, delle buone scarpe ma una vita senza la tua mamma ma con altre persone che ti vogliono bene quasi come lei.

In oltre questo libro è molto appassionante e ti cattura, ma secondo me molti dei ragazzi della nostra età non si rivedono molto in questo libro perché, secondo me, non anno mai dovuto fare una scelta così difficile.

Questo libro mi é piaciuto perché si capisce che, dopo i litigi, le ingiustizie e i difficili addii, l’amore tra Amerigo e sua madre sarà sempre impossibile da spezzare, anche dopo la morte.


Alessio Fabbri

Il romanzo treno dei bambini di viola ardone mi è piaciuto molto,racconta di alcuni bambini che a proposta dei comunisti vanno al nord nel dopoguerra,il libro è ambientato nel 1946 e il protagonista si chiama Amerigo speranza in particolare lui va a Modena dove trova una famiglia che lo accudisce molto bene e riceve anche un violino di cui ci si affeziona molto


Martino Manetti

“Il treno dei bambini” è una lettura che consiglio a tutti. L’autrice riesce a descrivere in modo preciso e dettagliato la vita del sud: il chiacchiericcio delle donne nelle piccole strade di rione, la povertà dei paesani, il profumo del cibo. L’autrice è così brava nel descrivere tutto che a volte sembra proprio di passeggiare in quei veicoli calorosi tipici della città di Napoli. In questo libro ambientato nel 1946 si percepisce subito la povertà assoluta dell’Italia del Sud, dove la strada era la vera scuola, per i piccoli napoletani. Il protagonista è uno scugnizzo di 7anni, Amerigo che grazie a un treno diretto verso il nord, avrà modo di cambiare il suo futuro; un semplice mezzo di trasporto che segnerà in modo radicalmente positivo il suo destino. Amerigo è un bambino disagiato economicamente e affettivamente, per lui non ci sono baci, carezze, parole gentili da parte di mamma Antonietta che ritiene queste tenerezze segni di debolezza. Da l’impressione di essere una donna che non prova amore ma solo voglia liberarsi di lui per non avere grane ne preoccupazioni. Amerigo nonostante la sua povertà è un ragazzino intelligente e con una gran voglia di fare, ha la passione per le scarpe che sono il simbolo del cammino verso un futuro migliore. Anche il violino è simbolo della variazione di vita, strumento musicale che Amerigo non abbandonerà più, oggetto “magico” che lo aiuterà a prendere decisioni importanti ricche di sofferenze. Il romanzo è ben scritto, linguaggio scorrevole e di facile comprensione, ti prende man mano che la lettura va avanti. Inizialmente la storia non mi aveva coinvolto totalmente, ho dovuto leggere un po’ di pagine prima di entrare nel vivo del racconto; poi è come se fossi salito anch’io su quel treno e alla fine ho avuto difficoltà a scendere. Inizialmente avevo paura, non mi fidavo, temevo che Amerigo e gli altri una volta montati sul quel treno andassero incontro a qualcosa di spiacevole, in testa ronzavano le parole: fregatura, vendita di bambini, minori schiavi di un riccone, attenzione! Ma più che andavo avanti e più il tranello non veniva fuori e con gran sollievo mi sono rilassato godendomi la lettura. Ho chiuso il libro soddisfatto della strada intrapresa da Amerigo, ragazzo determinato che non si fa schiacciare dagli eventi e dalla paura dell’ignoto ma continua seguendo il suo obiettivo. Un bell’ esempio del motto: Volere è Potere. Solo dopo 50 anni Amerigo capirà perché la madre lo ha lasciato andare, perché lo amava


Matteo Cecchi

Il Treno dei bambini affronta una vicenda storica : Dopo il 1945 il sud Italia era economicamente più in difficoltà del Nord e moltissime famiglie vivevano in povertà assoluta.
Per questo motivo, il Partito Comunista Italiano diede vita ad un’iniziativa. I bambini delle famiglie troppo povere venivano mandati per un certo periodo al Nord, in Emilia Romagna in particolare. Qui delle famiglie adottive se ne facevano carico per un certo tempo, trattandoli come figli propri.
La miseria e l’ignoranza facevano da padrone. Viola Ardone, l’autrice del romanzo,ne “Il treno dei bambini” tocca molti temi crudi con delicatezza: I bambini che pensano che seguire i comunisti sul treno significhi andare in Siberia dove li mangiano, secondo una credenza popolare ; La criminalità organizzata che avvolge anche la vita di Amerigo e di suo fratello e Il tema della fuga del fratello e della “vita migliore” per la quale Amerigo non perdonerà mai.
Il treno dei bambini è un romanzo che scorre veloce sotto gli occhi del lettore. Ti fa riflettere su quanto sia vero tutto quello che è stato raccontato. A quanto, l’eco di quelle memorie apparentemente lontane, è presente ancora nella vita di tutti i giorni.


Alessia Gori

Il treno dei bambini a parer mio è un bel romanzo, anche se devo dire che inizialmente scorre un pò male , ma poi si prende il via…è un romanzo molto emozionante perché racconta la vita di un bambino che deve affrontare grandi difficoltà rinunciando a tutto per cercare di avere una vita migliore. Esso deve affrontare decisioni e situazioni giornaliere in cui la maggior parte di noi non è abituato, affronta temi in un’epoca storica vicina (il secondo dopoguerra) che ci aiuta appunto a capire come le persone vivevano in alcune zone .Questo romanzo è abbastanza triste ma allo stesso tempo ci sono molti aspetti che riescono a rallegrare la storia .Detto ciò è un libro che consiglio perché riesce a suscitare moltissime emozioni e soprattutto fa capire l’importanza di moltissime cose che spesso sembrano scontate ma sono più importanti di quanto si pensa.

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