Artia di Camelot

Artia di Camelot

C. Randall

Per Artia, sedici anni, il futuro sembra già scritto: il matrimonio con un vecchio compagno d’armi dello zio, per rafforzare l’alleanza tra i due feudi. Ma Artia non ci sta e rivendica il diritto di vivere libera. Si scontrerà contro forze antiche che vorrebbero usarla per conquistare il trono di re Uther Pendragon, tra cavalieri, maghi, traditori e giochi di potere. Davanti a una misteriosa spada piantata nella roccia, Artia dovrà combattere e decidere chi è davvero. La sua risposta cambierà il destino della Britannia.
Nata a Modena, adora i romanzi e il cinema d’avventura in tutte le accezioni possibili, dal fantasy al mistery e alla fantascienza, ma anche fumetti e cartoni animati, l’archeologia, la storia e i giochi di ruolo. E sono proprio queste sue passioni che le hanno permesso di creare la saga di Hyperversum che l’ha imposta all’attenzione del pubblico con un successo straordinario testimoniato da oltre 180.000 copie vendute. Per Giunti sono usciti: Hyperversum I, Hyperversum II – Il Falco e il Leone e Hyperversum III – Il Cavaliere del Tempo. Dopo aver pubblicato con Mondadori Gens Arcana, romanzo fantastico ambientato nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, e Millennio di fuoco, un dittico composto dai due volumi Seija e Raivo, ha ora deciso di tornare a Hyperversum, l’universo narrativo che il suo pubblico ha amato di più, con una storia autonoma, pienamente godibile anche da chi entri per la prima volta in questo mondo.

Recensioni

Andrea Abbondanza

Artia è una giovane ragazza che vive con lo zio adottivo e con suo cugino. Suo zio volendo sbarazzarsi di Artia le organizza un matrimonio combinato però Artia si rifiuta e decide di scappare di casa per essere libera di poter amare chi vuole lei. Artia affronterà un viaggio molto duro scoprendo varie cose sul mondo e su se stessa che lasceranno a bocca aperta il lettore.
Nonostante io non sia un fan dei libri lunghi Artia mi ha particolarmente colpito e se ami il genere del fantasy, ti consiglio vivamente di dare una chance ad Artia.


Allegra Cassará

Il libro che ho letto mi è piaciuto molto, ho apprezzato che l’autrice sia stata in grado di riscrivere una storia (quella di Re Artù), già particolare di suo, al femminile, ridando una propria interpretazione dei fatti e lasciando un finale che personalmente mai mi sarei aspettata.

Il libro mi ha incuriosita poiché ha dato libertà di pensiero ad una ragazza che rispetto la società in cui è stata inserita non aveva i diritti che oggi giorno sono invece inalienabili per le donne.

La protagonista è Artia, una ragazza di sedici anni che attraverso il libro riveste un ruolo fondamentale per spiegare la società patriarcale di allora, facendo capire che un uomo è tale dall’apparenza (siccome la protagonista acquisisce dei diritti a lei proibiti solo perché durante il viaggio era travestita da uomo).

Grazie alla scorrevolezza della scrittura la lettura è piacevole e leggera, tuttavia ritengo che ci fossero troppe parti descrittive negli ultimi capitoli che avrei rimosso siccome ero in attesa di scoprire come sarebbe andata a finire la vicenda, il lessico era abbastanza comprensibile tuttavia faceva immergere completamente nell’ambientazione storica della vicenda.

Mi è piaciuto molto l’intreccio tra più temi: quello romantico, quello dell’avventura e quello della speranza…


Asia Parri

La protagonista di questo romanzo fanta-storico è Artia, trascrizione femminile di Artù, e la vicenda è narrata in prima persona proprio da lei. Artia ha sedici anni, è orfana e dopo la morte dei genitori viene affidata allo zio Antor che vuole darla in sposa ad un vecchio compagno di armi per rafforzare l’alleanza tra i due feudi e liberarsi della ragazza. Ma ha fatto male i conti perchè Artia è una ragazza coraggiosa, che si ribella alle convenzioni del suo tempo. Per questo si veste da ragazzo e fugge cercando di ricongiungersi a Cedric, il ragazzo che le piace e dal quale l’avevano allontanata. Da qui inizia la sua avventura ed è bello vedere la crescita di questa ragazzina, che parte inesperta, seppur dotata di grande intraprendenza, fino a diventare una vera e propria eroina, aiutata ed affiancata dai cavalieri Sir Brastias, Sir Eagramone, Sir Drien e Sir Luca. Tutti i persoanggi sono molto ben caratterizzati e delineati. Il mio preferito è sicuramente Sir Brastias. Accanto ad Artia troviamo una serie di personaggi, che popolano il mito di Artù, come mago Merlino, per esempio, presentato però con un profilo diverso da quello a cui siamo abituati in re Artù. in quanto non sempre descritto positivamente. C’è anche Morgan, anche lei diversissima da come la conosciamo.Ma troviamo anche re Uther e la moglie Igraine. I personaggi, insomma, sono più o meno quelli del mito, ma la storia è completamente diversa. Il romanzo si rivolge ad un pubblico giovani, è scorrevole ed avvincente, ma secondo me è piacevole anche per i meno giovani. Questo romanzo mi è piaciuto non solo perchè Artia fin dall’inizio si trova a dover fare i conti con una serie di sventure che abbatterebbe chiunque, ma perchè il suo lato ribello ha reso il romanzo più umano. Artia è costretta a vestire i panni maschili e ad impugnare la spada per difendere la propria libertà, ma la sua vera battaglia sta proprio nel mantenere la sua umanità dopo aver visto gli orrori della guerra.


Davide Senatori

“Artia di Camelot” è un libro su cui avevo riposto molte aspettative, che alla fine sono state tradite.

L’autrice, Cecilia Randall, aveva elementi come Camelot, patria di Artù e dei cavalieri, un’epoca storica meravigliosa e avvolta nel mistero ma soprattutto la spada nella roccia e mi restituisce questo libro…

Una storia che ho trovato lenta e a tratti prevedibile senza particolari colpi di scena. Ambientazioni sicuramente caratteristiche ma con descrizioni a tratti lunghe e a tratti poco esaustive che non facevano capire bene l’ambiente circostante e ti impedivano di immedesimarti nella storia.

Un libro di 550 pagine che purtroppo ho percepito come mille.

Non dico di non leggere questo libro, anche perché online ho trovato solo opinioni discordanti alla mia che celebrano l’autrice e il libro nella sua interezza.

Però anche se ora provassi a ricordare una parte che mi è veramente piaciuta del libro non mi viene in mente nulla in particolare.

In conclusione, è un libro che in libreria, leggendo la trama, potrebbe anche incuriosirmi e invitarmi a leggerlo ma che, dopo averlo letto e capito lo stile della scrittrice, non mi invoglia a comprare altri romanzi della stessa.


Lara Kourdi

Artia di Camelot è un romanzo ispirato alle vicende del re Arturo. La protagonista del libro è una ragazza di nome Artia, nobile, che da quando era una bambina viene cresciuta dallo zio. Dallo zio Artia si sente limitata a fare tutto e con lui non ha minimamente libertà, tutto questo perché è destinata a sposarsi con un vecchio compagno d’ armi dello zio. Il suo futuro sposo è un vecchio brutto, Artia però fa di tutto per evitare il suo, secondo lo zio, inevitabile destino da “moglie schiava”.
Un giorno Artia conosce un ragazzo che lavorava nel palazzo dello zio; dopo alcuni fatti è costretta a scappare e ad andare a cercare il ragazzo, che lo zio, dopo aver scoperto cosa avevano fatto i due, aveva cacciato. Artia per riuscire a trovare il suo, ormai, fidanzato dovrà affrontare tantissime cose. Dopo che Artia riesce a trovare il posto dove lo zio aveva mandato a lavorare il ragazzo, questo muore durante una razzia. La ragazza dopo l’accaduto scappa e si reca a Londra, dove però la riusce a ritrovare lo zio. Arrivata a Londra Artia prova di tutto pur di scappare, fino a quando ce la fa. Artia si ritroverà ad affrontare tante persone e cose fino a quando non verrà coinvolta nella vicenda di una strana spada conficcata nella roccia.
Il romanzo mi è piaciuto abbastanza, le parti dove secondo me l’autore spinge il lettore a leggerlo più volentieri sono l’inizio e soprattutto la fine, dove il finale è inaspettato. Artia di Camelot lo consiglierei a chi ama leggere romanzi lunghi e con un buon lessico.


Alice Bianchi

è un libro che inizialmente non mi è piaciuto molto, pensavo fosse una rivisitazione della storia di Artù comunque molto fedele all’originale e con i primi due capitoli mi stava passando un po’ la voglia di leggerlo. Mi sono ricreduta già da metà del terzo capitolo.
Artia è una ragazza forte e coraggiosa ma comunque molto timorosa in quanto non ha alcuna esperienza della vita che si conduce fuori dal castello di suo zio. Tra le tante cose mi è piaciuta molto anche la complicità che si va a creare tra la protagonista e alcune delle persone che decidono di aiutarla, d’altronde Artia è comunque una ragazza con un sogno nel cassetto come ogni altro adolescente al giorno d’oggi e quindi per me è stato molto naturale anche immedesimarsi nel suo personaggio.


Nirmala Cecconi

Questo libro è ambientato in Inghilterra e parla di una sedicenne di nome Artia che possiede sangue nobile. Suo zio vuole farla sposare a un suo amico così da rafforzare i due feudi. Artia non vuole sia perché non lo ama ed è più vecchio di lei sia perché è innamorata di un altro. Grazie alla sua determinazione lei riuscirà a scappare. Da quel momento tutta la sua vita cambierà e scoprirà a sua vera origine e il suo vero amore…

I motivi per cui mi è piaciuto:il ritmo della narrazione è abbastanza scorrevole anche se nella seconda parte è più lento. Il genere di questo libro è storico fantacy.

Mi ha pure colpito la grande determinazione di Artia che vuole a tutti i costi scappare da un posto dove aveva tutto per raggiungere il suo amore. Il mio episodio preferito è quando Artia rinuncia alla spada della roccia e quindi al suo trono perché questo significa che per lei non è importante il potere. Vuole solo avere una vita con il suo cavaliere errante. La mia citazione preferita è:«Sei una femmina. E gli uomini come loro non si fidano mai deltutto di una femmina. Basta instillare il sospetto e crederanno più volentieri a un giovanissimo maschio piuttosto che a una donna».

Questo dimostra quanto a quel tempo non si fidassero delle donne e ci fa capire quanto Artia sia stata coraggiosa. Questo libro mi ha suscitato molto interesse nel leggerlo. Ho trovato la seconda parte meno interessante. Se ci si mette nei panni del personaggio principale si può capire perfettamente i sentimenti della protagonista, questo fatto non mi è capitato in tutti i libri che ho letto.

Questo libro lo consiglio a tutti eccetto ai bambini perché il lessico è complesso e specialmente nella seconda parte non è molto scorrevole e i periodi sono lunghi. Nonostante tutto ciò mi è piaciuto molto perché parla di una ragazza molto coraggiosa che più o meno ha la mia età.

Questo è uno dei libri che ho preferito leggere.

PUNTEGGIO FINALE:8/10


Naomi Quintana

Titolo: Artia di camelot
Riassunto: la protagonista di questo libro è Artia, una sedicenne obbligata a sposarsi con un vecchio compagno di armi dello zio ma lei si oppone e scappa. Il suo obbiettivo è quello di raggiungere il ragazzo tuttavia il futuro che aveva immaginato venne frantumato a causa di un evento. Per via di questo lei scoprirà la sua vera origine.Il libro non mi è piaciuto non per la trama perché era interessante il problema era il ritmo della narrazione che era molto lento tuttavia scurrile.Inoltre il genere romantico non fa per me, non mi ha suscitato alcuna emozione anche per esperienza personale. L’episodio preferito che mi è piaciuto di più è stato quando Artia si oppose al matrimonio e si diede alla fuga mi ha dato un immagine di donna libera che non si arrende subito e che farebbe di tutto per l’uomo che ama intatti il mio personaggio preferito è proprio Artia, una ragazza furba con un piano dal principio per cercare il suo Cedric. Riguardo lo stile e il linguaggio non ho commenti negativi perché è scritto molto bene , l’unica cosa è che dovrebbero velocizzare meglio gli avvenimenti sennò il lettore si annoia subito. Lo consiglierei a una persona a cui interessi il genere romantico e che legga appassionatamente il libro senza annoiarsi


Emanuele Noferi

questo libro che ho letto è stato molto lungo, pieno di dettagli e descrizioni approfondite ma allo stesso tempo è molto facile da leggere se ci si fa coinvolgere e interessare, a me personalmente è piaciuto molto e lo consiglio a tutti sia adulti che ragazzi


Irene Morinello

Trama:
Artia, sedici anni, il futuro già scritto: un matrimonio che altri hanno deciso per lei, come si conviene a un ragazza di buona famiglia. Lei non ci sta e alla prima occasione utile scappa senza sapere bene dove andare, ma una cosa è certa, andarsene il più lontano possibile dalla sua famiglia. Dopo essere fuggita anche ad una razzia in un villaggio, dove ritrova un vecchio amore, trova finalmente un passaggio da parte di due mercanti diretti verso Londra. A Londra però è di nuovo sotto le grinfie dei suoi parenti che sono lì per un torneo a cui suo cugino avrebbe partecipato, viene ricercata dalle guardie della regina e dopo un po’ di tempo passato in una cella nella prigione di Londra le viene chiesto dal primo cavaliere della regina se preferiva finire in convento e rinunciare completamente alla libertà, oppure, rimanere con il cavalieri a Londra sotto una “libertà controllata”. Artia, con il carattere battagliero e orgoglioso che ha sceglie senza dubitare di rimanere con i i cavalieri e accetta il fatto di dover vivere sotto un travestimento maschile e sotto il nome di “Art” diventando lo scudiero di un cavaliere che la protegge e le insegna tutto quello che uno scudiero deve sapere. Artia, inizia a chiedersi veramente perché l’avessero ricercata, e la risposta la viene a scoprire alla fine quando scopre che su un’ incudine con piantata dentro una spada ci sono incise le parole che la porteranno a fare una scelta che influenzerà il suo destino e quello della Britannia intera.
Commento:
Artia di Camelot è la versione al femminile della storia di re Artù. è il libro più bello che abbia mai letto, da quando ho cominciato a avere la passione per la lettura ho sempre cercato un libro come questo… È un libro con personaggi a cui non è possibile non affezionarsi, infatti ho trovato subito un qualcosa che mi legava ad Artia, la protagonista: condividevo molto il suo desiderio di essere libera ed essere lei a decidere per il suo destino, ci sono stati tanti momenti in cui sarei voluta entrare nel libro a darle una parola di conforto. Ci sono stati dei punti in cui avrei voluto chiudere il libro e lasciar perdere perché troppo noioso, ma alla fine quei punti noiosi sono serviti per ricomporre il finale del libro che, non nascondo, mi ha strappato una lacrima. Quello che mi ha tenuta incollata alle pagine del libro sono stati tutti i giochi di potere intorno al trono alla fine del libro dove artia fa una scelta per lei e per tutta la Britannia.


Sara Zeni

Artia di Camelot è un libro travolgente e coinvolgente. Ogni pagina inciampa in dettagli e descrizioni cheall’apparenza sembrano rallentare la storia, ma  in realtà fanno immergere ancora di più il lettore nella frenetica avventura narrata. Lo definirei un libro dai giusti equilibri: per gli inguaribili romantici ha quel pizzico di amore e passione che fa rimanere il segno nel cuore, per gli inarrestabili avventurieri ha quel pizzico di frenesia e movimento che fa appassionare alla lettura… e per chi invece ama trattenere il fiato e trovare il brivido dopo ogni svolta di pagina..beh.. c’è da dire che la suspense non manca. La tematica centrale che viene trattata è la libertà, e come essa venga rappresentata da una ragazza di 16 anni nel mondo medievale. Un ossimoro a tutti gli effetti, cari lettori.E la figura arcaica della donna viene superata, strappata al suo habitat retrogado e soffocante e gettata con vemenza contro tutti i pregiudizi dell’epoca.
Il libro è un misto di generi: il narrativo, il romantico cavalleresco e l’intreccio col fantasy. I salti di genere non si notano e ciò rende ancora più misteriosa la sua trama. Artia di camelot sembra essere scritto come il copione di un film per la sua chiarezza e la fluidità di movimento dei personaggi. È un libro che consiglierei nonostante la sua lunghezza, e ,cari lettori, ve lo dice qualcuno che non ama i libri con troppe pagine.

error: