La città dei ladri

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La città dei ladri

David Banioff

È l’inverno del 1941 a Leningrado. La città è sotto l’assedio delle truppe tedesche e i suoi abitanti non hanno mai patito tanta fame. Per Lev, diciassette anni, naso grosso e capelli neri, e Kolja, giovane cosacco con la faccia impertinente, la fame, tuttavia, è ben poca cosa rispetto a quello che li aspetta. Lev ha rubato il coltello a un paracadutista tedesco morto assiderato e Kolja ha avuto la brillante idea di disertare. Reati gravissimi in tempo di guerra, per i quali la pena prevista è una sola: la fucilazione. Dopo qualche giorno trascorso in un cupo carcere sulla Neva, i due si ritrovano al cospetto di un colonnello dal collo taurino e le stelle ben in vista sulle mostrine. Il colonnello dapprima li squadra, poi li invita a seguirlo fino ai margini del fiume. Sulla Neva ghiacciata una ragazza, capelli corvini legati in uno chignon morbido, pattina esibendosi in piroette strette e veloci. È sua figlia e sta per sposarsi. Un matrimonio vero, alla russa, con musica e danze e… un solo problema: la torta nuziale. Ci sono lo zucchero, il miele, la farina e tutti gli altri ingredienti, ma mancano le uova, una maledetta dozzina di uova introvabili in tutta Leningrado per gli eroici soldati dell’Armata Rossa, ma non forse per una volgare coppia di ladri…

Autore

Scrittore e sceneggiatore statunitense. Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo, La venticinquesima ora, e scrive la sceneggiatura per il film omonimo diretto nel 2003 da Spike Lee. Nel 2004 pubblica la sua seconda opera, When the Nines Roll Over (and Other Stories), una raccolta di racconti pubblicata in Italia nel 2005 col titolo di La ballata di SadJoe (e altri racconti). Nel 2008 ha scritto la sua terza opera, La città dei ladri, uscita in Italia nel 2009. In veste di sceneggiatore, Benioff ha scritto anche Troy, diretto da Wolfgang Petersen nel 2004, e X-Men le origini: Wolverine, 2009.

Recensioni

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mattia cacciari
6 mesi fa

Un libro bellissimo che mi ha tenuto con gli occhi piantati sulle pagine senza sosta. Forte, travolgente e profondo non manca niente a questa lettura, che alterna brevi momenti di serenità alle fredde verità della guerra. Ci sono tantissimi capovolgimenti della situazione, da quando Lev viene arrestato fino alla partita con l’ufficiale tedesco, punto dove la tenzione è al culmine.

Mi sono affezionato molto a Lev, Vika e Kolja e alla fine mi sentivo triste e parte della storia quando Kolja muore, così vicino al compimento della loro missione. Sinceramente credo che ognuno ci possa vedere un messaggio diverso in questa storia, ma io vedo un ragazzo che nella brutalità della guerra cresce, cambia, conosce l’amore e incontra persone che lo aiuteranno e gli cambieranno la vita.

Credo che oltre ad esser un ottimo romanzo sia anche un racconto storico, in quanto racconta di quanto fosse dura la vita in Russia durante la guerra; affrontando non solo il punto di vista del soldato, ma anche quello dei civili che patiscono la fame nelle città. Leggendo questo libro ho sentito tutto ciò che una buona lettura dovrebbe trasmettere, forse lo rileggerò (mi sa che è diventato uno dei miei libri preferiti).

Gabriele Scognamiglio

Il libro che ho letto è “La città dei ladri” di David Benioff, uno scrittore statunitense, il quale scrive un romanzo sul tema della guerra. Il romanzo racconta che ci sono due nonni, i quali si trasferiscono in Florida dove vogliono passare il resto della vita con la pensione. Oltre a loro c’è il nipote che li raggiunge perchè vuole passare un pò di tempo con loro e poi perchè chiede al proprio nonno di raccontargli il tempo trascorso in guerra. Dopo un pò inizia a raccontargli tutti i momenti brutti che il nonno ha vissuto. E’ stato il primo libro che ho letto che tratta di vera e propria guerra, nonostante ciò devo dire che è molto interessante e fa capire anche tante cose, sensazioni forti e fondamentali per la vita.

Giorgia Testa
5 mesi fa

Il libro è ambientato in Russia nei pressi della città di Leningrado nel 1941 durante la seconda guerra mondiale.
Inizialmente il libro non coinvolge molto il lettore e secondo la mia opinione non dà molte sensazioni di suspense che invogliano a proseguire la lettura del racconto. Anche se sono andata avanti con la lettura, il libro non è riuscito a coinvolgermi a pieno, anche perché non penso rispecchi i generi di libri che leggo abitualmente. Nonostante ciò credo che la trama non sia affatto male, anche se a volte il racconto, a mio parere, può sembrare un po’ eccessivo e risultare noioso.
Credo però che sia un libro intenso che tratta di temi importanti in maniera leggera e abbastanza comprensibile, grazie anche all’aggiunta di vari elementi ironici. 
Esso fa inoltre riflettere sulla crudeltà della guerra e sui suoi effetti sugli uomini, pronti a tutto per la propria sopravvivenza, ma anche sul valore dell’amicizia grazie ai due protagonisti del racconto Lev e Kolja. I due dopo essere stati in prigione, nonché il posto in cui si sono conosciuti, vengono portati da un colonnello russo che invece di ucciderli, come avrebbe dovuto fare, dà a loro una possibilità di rimanere in vita solo se fossero riusciti, entro sei giorni, a procurare una dozzina di uova fresche per la torta nuziale della figlia del colonnello. 
Inizia così l’avventura dei due, che devono affrontare il freddo e la fame, ma soprattutto la guerra e possiedono una sola arma, ossia la loro leale amicizia che nel corso del racconto si rafforza sempre di più.
In fin dei conti il libro non mi è dispiaciuto, anche se la storia non mi ha intrigato abbastanza da invogliarmi a finire il libro con rapidità, ma penso che molti altri, magari amanti di racconti di avventura e guerra, possano avere un punto di vista maggiormente positivo rispetto a questo libro. 

Pietro Bianchi
4 mesi fa

Recensione del libro “La città dei ladri”

Blocchetto:

Titolo: La città dei ladri

Autore: David Benioff

Pagine: 309

Costo: 8,55 €

Edizione: Neri Pozza

L’autore del libro è lo scrittore e sceneggiatore statunitense David Benioff, noto soprattutto per aver collaborato alla realizzazione di vari film, il libro parla di due ragazzi, che in tempi di guerra devono attraversare le linee nemiche alla ricerca di una dozzina di uova per un matrimonio.

Il libro riesce bene ad attrarre il lettore grazie al continuo succedersi di avventure pericolose, che i protagonisti sono costretti ad affrontare, per raggiungere lo scopo del compito che gli è stato affidato. Nell’andare avanti con la lettura si viene avvolti da varie emozioni e sentimenti che cambiano con il proseguimento della storia, con il susseguirsi delle vicende e delle conseguenze derivate dalle decisioni dei personaggi nella speranza di sopravvivere e nel cercare di non cadere in qualche possibile trappola.

Personalmente all’inizio il libro mi sembrava noioso, alla stessa stregua dei racconti di guerra monotoni che vengono scritti nei libri di antologia delle scuole medie, invece, quando sono arrivato verso la pagina sessanta ha iniziato a piacermi, perché i due ragazzi si imbattono per la prima volta in uno scontro corpo a corpo con delle persone che gli stavano ostacolando la strada; ero così preso dalla storia che, senza accorgermene, ho trattenuto il fiato fino al punto della frase in cui ne escono vivi, tirando quasi un sospiro di sollievo. Per tutta la durata del libro mi sembrava di percepire le stesse emozioni dei protagonisti durante il loro viaggio.

Il punto che mi ha colpito di più è stata la parte finale della storia, che mi ha provocato un po’ di ansia, ansia che è svanita dopo aver letto che i due ragazzi uscirono sani e salvi da quell’orribile incubo che stavano vivendo.

La fine del libro mi ha lasciato a bocca aperta e mi ha un po’ deluso a causa della morte di uno dei due ragazzi, a cui mi ero quasi affezionato.

Non sono un appassionato di libri, ma questo in particolare mi è piaciuto davvero molto, aveva un suo fascino ed era molto coinvolgente, ad essere sincero non me l’aspettavo e questo mi ha piacevolmente stupito.

Grace Shimaj
3 mesi fa

Libro povero nel suscitare emozioni, senza uno spessore emotivo che lo avrebbe reso più coinvolgente. Una narrazione un po’ forzata quasi fiabesca che rende alcune scene inverosimili e con tanti riferimenti adolescenziali talora stucchevoli. E’ anche evidente la distanza dell’autore dalla storia ambientata durante Seconda Guerra Mondiale in Russia, che invece sembra narrata in altri tempi e luoghi .

D’altra parte è piacevole e ironico con un ritmo costante e descrizioni realistiche e convincenti, quasi cinematografiche. Il linguaggio semplice, moderno e veloce e la narrazione, non rispettano i canoni di una storia di guerra.

Apprezzato molto il sarcasmo dell’autore che ci accompagna in tutta la lettura e la rende meno cupa e pesante di quel che potrebbe essere in una storia di guerra. Alcuni dialoghi sono esilaranti ma trovo siano il cuore del libro e mantengono acceso l’interesse per la storia.

Federica Mazzone
3 mesi fa

Lev e Kolja, due ragazzi, che uno per un motivo e uno per un altro si ritrovano a compiere un azione per salvarsi la vita, trovare delle uova. Particolare non irrilevante però, la storia è narrata nel 1941, a Leningrado durante l’assedio delle truppe tedesche, e recuperare delle uova sembra impossibile per i due giovani. Mi ha conquistata la descrizione degli ambienti e dei personaggi e soprattutto l’avventura raccontata in maniera secca e dura ma con un pizzico di ironicità, da rendere il tutto molto scorrevole. Sono riuscita ad entrare nel vivo del libro, ad immedesimarmi nei due protagonisti durante molte scene al punto di chiedermi cosa avrei fatto io al posto loro. L’ho trovato un racconto molto avvincente ed affascinante, che consiglierei di leggere almeno una volta nella vita.

Reyber Rodriguez
3 mesi fa

Una seconda possibilità…

 “LA CITTA’ DEI LADRI

“La città dei ladri” è un libro scritto da David Benioff denominato anche David Friedman, David è uno scrittore statunitense, famoso anche in campo cinematografico.

“La città dei ladri” si svolge a Leningrado durante un tempo di guerra (1941), i protagonisti di questo libro si chiamano Lev, un ragazzino di diciassette anni, con i capelli neri e caratterizzato da suo grande naso, che ha rubato un coltello dal cadavere di un paracadutista, e Kolja un soldato, dai capelli biondi e occhi azzurri, che durante la guerra ha deciso di disertare. Entrambe queste pene, al tempo, venivano punite con la fucilazione. Tuttavia, il destino è stato magnanimo con loro, dandogli una seconda possibilità…

Questo libro mi è piaciuto parecchio, è riuscito molto a coinvolgermi.

In questo racconto si percepiscono molte tematiche come l’amicizia tra Lev e Kolja che predomina su tutto il racconto, ma si possono percepire anche l’orrore della guerra e gli effetti negativi che ha essa sui giovani.

Questo libro l’ho trovato davvero interessante, perché racconta di questi due ragazzini che dopo aver commesso reati punibili con la morte, gli viene data una seconda chance, per tornare a vivere “serenamente” se così può dire, questa seconda possibilità consisteva in un solo compito: raccogliere una dozzina di uova per fare la torta per un matrimonio…

Questo racconto, nonostante abbia uno sfondo ben poco sorridente, riesce comunque a strapparti un sorriso, riesce a tenerti su di esso per molto tempo, soprattutto perché le loro avventure alla ricerca di una dozzina di uova (praticamente impossibili da trovare in tempo di guerra a Leningrado) sono descritte in maniera che il lettore possa sentirsi presente nell’avventura.

Questa opera la consiglio molto, soprattutto perché riesce a farti riflettere e a farti vedere un quadro generale di come era la vita in tempo di guerra…

Matteo Nerozzi
3 mesi fa

Davvero un bel libro!
Molto intrigante narra dell’amicizia di due ragazzi con personalità molto diverse tra loro ma che si completano a vicenda e salvano la vita l’un dell’altro in varie occasioni. Lev e kolja rispettivamente un ragazzo ebreo di 17 anni figlio di un poeta e un disertore dell’Armata Rossa, impegnata nella guerra contro i nazisti.
Linguaggio semplice, moderno che non rende molto l’idea di una storia ambientata in tempo di guerra, ma grazie all’ironia dell’autore e la cura delle scene, passa in secondo piano.
Riusciamo anche a vedere le cose da una prospettiva diversa rispetto ad altre storie narrate in terza persona. Allo stesso tempo riusciamo anche a comprendere lo stato d’animo dei protagonisti che più che si va avanti nella stori più sono stremati e senza energie.
Nel romanzo sono descritte anche scene crude e molto violente, ma allo stesso tempo molto realistiche per il tempo in cui è ambientato.
Finale avvincente ma anche esilarante che termina un bel libro in modo semplice, un po’ scontato ma che rappresenta l’andamento del romanzo.

Jacopo Cammilli
3 mesi fa

Morire o trovare dodici uova per una festa di matrimonio? Una situazione estrema, che per quelli come me che non hanno mai vissuto in luoghi e tempi di guerra sembra quasi una barzelletta, ma ci fa capire quanto possano essere crudeli gli uomini. Con questo libro viene trasmesso il vero e profondo significato di uno dei doni più importanti della vita: l’amicizia. Il rapporto di amicizia tra Lev e Kolja è quello ideale, che all’inizio sembra improbabile per le personalità diverse dei due, ma che, grazie alle esperienze particolari vissute, finisce per regalare emozioni e un’alternanza di risate e commozione. Libro forse un po’ troppo crudo, ma in cui ci si immerge totalmente, comprende tutto quello che si possa chiedere a un libro.

Sofia Bonora
3 mesi fa

Libro molto dettagliato e simpatico…lo stiamo leggendo in classe e devo dire con stupore che mi sta piacendo molto. Onestamente non amo i romanzi storici o comunque ambientati durante questi periodi, ma questo lo reputo veramente un buon libro da leggere; è una miscela di divertimento e di situazioni drammatiche anche se non mancano le circostanze improbabili e un po’ paradossali. Il lessico è molto semplice e diretto. L’amicizia e la solidarietà tra Lev e Kolja sono uniche. Spero che il finale confermi l’idea che mi sono fatta di questo libro; nonostante questo lo consiglio a tutte quelle persone che vogliono provare nuove emozioni e avere un’alta prospettiva della seconda guerra mondiale tramite una vera testimonianza.

Buona lettura!

Martina Vignoli
3 mesi fa

La storia è affascinante e coinvolgente, mi è piaciuta meno la tecnica di scrittura in quanto in certe parti era troppo descrittiva, soprattutto all’inizio; in particolare, l’autore si è dilungato troppo nela descrizione di alcune scene o ambienti, andando oltre alla descrizione necessaria a far entrare il lettore nella storia, al punto da diventare quasi noiosa.

Come a volte accade nella lettura, ho ritenuto necessario saltare un paio di capitoli durante il corso del libro per favorirne lo scorrimento; fatto ciò è stato più facile leggerlo.

Come ho già anticipato, la trama mi ha entusiasmato, ma sfortunatamente il libro no: quello che voglio dire è che questo genere è uno dei miei preferiti e probabilmente se questo libro fosse un film, sarebbe un grande film e sarebbe molto emozionante vederlo, questo poichè dal film emergerebbero solo gli eventi, non la scrittura e neanche le noiose descrizioni. Sarebbe molto più interessante vedere, sentire e percepire dallo schermo come era la guerra e osservare come i protagonisti sono andati incontro a tutto, strappando anche qualche sorriso.

Ben fatti i profili dei personaggi, che tramite l’aspetto esteriore facevano capire, in parte, anche tratti del carattere; particolarmente riuscito il personaggio di Kolija, complesso e articolato più di un qualsiasi aiutante.

Nei dialoghi un linguaggio rozzo che da una parte rendeva il romanzo vero, ma dall’altra era un po’ troppo colorito, anche dove secondo me non era necessario.

Nell’insieme un modesto romanzo di guerra che, però, quando intende trasmettere emozioni pecca un po’ di banalità.

Sinceramente ho letto il libro perché ero obbligata a leggerlo, non mi sono dovuta particolarmente sforzare nell’andare avanti ma, principalmente per la scrittura, non sono mai stata eccessivamente invogliata a scorrere le pagine per scoprire cosa sarebbe successo nelle pagine dopo; molto probabilmente se non avessi dovuto leggerlo per la scuola, questo sarebbe stato uno di quei libri che si tengono sopra al comodino a prendere polvere.

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