Corpo Appennino

Corpo-appennino

Corpo Appennino

Simona Baldanzi

Prendi alcune estati e mettile a confronto, ad esempio quella del ‘44 e le nostre estati, quelle fatte di decreti sicurezza e morti nel Mediterraneo, o la mia estate di un intervento chirurgico alla testa, che porta a rallentare, ad affidarsi agli altri, a mettere in discussione il bastarsi da soli. L’orecchio sinistro che sente meno, la parte a sinistra del Paese che non sa dare risposte. Corpo paese, corpo Appennino, corpi in cammino, corpo di una donna: ferite che si sovrappongono e si parlano. Riconsidera quelle estati attraverso una camminata in gruppo sull’Appennino fra Emilia Romagna e Toscana, da Monte Sole a Sant’Anna di Stazzema, nei luoghi delle stragi nazifasciste. Un percorso di monti intrisi di morti a lungo abbandonati. Muovere passi per trovare il posto alla memoria e oleare i meccanismi attuali per porre freni alle barbarie. Riscoprire l’importanza del fare insieme per aggiustarsi, per insistere a cambiare le cose, per non stare a guardare e ascoltare invano. In attesa che il senso dell’utopia venga riconosciuto fra i sensi umani.

Autore

(Firenze 1977) vive nel Mugello. Ha scritto il racconto Finestrella viola finalista al Campiello Giovani. Con Figlia di una vestaglia blu (Alegre 2019, Fazi 2006) ha vinto il premio Miglior Esordio di Fahrenheit Radio RAI 3 e il Premio Minerva. Tra i suoi ultimi libri Il Mugello è una trapunta di terra (Laterza, 2014) e Maldifiume (Ediciclo, 2016), Premio Sergio Maldini. simonabaldanzi.it
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